Passeggiando tra le mura di questa città, sorta nell'entroterra a metà della costa occidentale sarda, difficilmente si riesce a immaginare la sua lunga e controversa storia fatta di pestilenze e invasioni moresche, di dominazione spagnola e sogni d'indipendenza. In origine Oristano (chiamata
Aristanis o Maristanis, ovvero "fra gli stagni") nasce dopo l'anno Mille, quando gli abitanti della vicina Tharros furono costretti a "ritirarsi" per difendersi dalle continue incursioni saracene. Il periodo più florido della città va dal 1200 al 1600, quando Oristano diventa la capitale di uno dei quattro Giudicati di Sardegna. Sotto la guida di Mariano IV e di sua figlia
Eleonora la città diventa protagonista di molti eventi culturali ed economici. L'assetto urbanistico medioevale, relativo al periodo storico, è ancora visibile all'interno delle mura della città. Partendo da piazza Mannu lungo via Vittorio Emanuele si arriva alla scalinata della
Cattedrale di Santa Maria Assunta con il grande campanile a pianta ottagonale. Continuando la passeggiata, oltrepassando Palazzo De Castro, ci si imbatte nella statua di
Eleonora, nell'omonima piazza, acquistata con una sottoscrizione dalle donne della nobiltà oristanese. Nella stessa piazza si trova anche il
Palazzo Comunale, costruito nel XVII secolo come convento degli Scolopi e ristrutturato in stile neoclassico il secolo scorso da Antonio Cano. Altri palazzi dello stesso stile abbelliscono il centro di Oristano: all'angolo con Corso Umberto sorge
Palazzo Carta e di fronte il settecentesco Palazzo Mameli, chiude la piazza
Palazzo Corrias. Da corso Umberto si giunge in piazza Roma dove si erge la torre di Mariano II e poco distante il Palazzo Parpaglia, sede dal 1992 del
Antiquarium Arborense, il più importante museo di Oristano che espone una vasta raccolta archeologica provenienti dagli scavi di Tharros e dal Sinis.