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Sabato 11 Settembre 2010 














Dalla natura selvaggia alla costa più trendy della Sardegna
Si parte dal cuore arcaico dell'isola, il Gennargentu, alla scoperta di una natura selvaggia e pressoché incontaminata. Qui un antico popolo, gli Sharden, hanno lasciato le loro tracce. E qui si svela un'attività umana immutata nei secoli, che si svolge a stretto contatto con l'aspro paesaggio e lascia le sue tracce nella gastronomia, nell'artigianato e negli antichi riti.
Il viaggio si dipana per la Sardegna nord-orientale, tra nuraghi e foreste millenarie di lecci e sugherete. Un percorso etno-culturale tra feste popolari arcaiche, i fini prodotti dell'artigianato e i sapori robusti della cucina e dei vini.
Una full-immersion in un passato ancora attuale passando per la città del premio Nobel Grazia Deledda, Nuoro: un importante centro culturale dove gelosamente si conservano le tradizioni popolari più importanti, ma capace di guardare anche al futuro.
Si risale poi a nord, verso la costa più trendy d'Italia e si giunge infine al mare turchese e alle notti brave di Porto Cervo, simbolo del risveglio dell'isola al turismo.
Un itinerario geografico che diventa anche viaggio in risalita nel tempo.

Primo Giorno
In treno, in jeep, a cavallo o in quad alla scoperta del cuore verde della Sardegna, racchiuso nel "parco fantasma" del Gennargentu. Tra nuraghi, boschi secolari e spiagge da film.
 
Panorama mozzafiato assicurato sull'Ogliastra e la costa, al tramonto, salendo sul monte Armidda. Per poi immergersi, al calar della notte, nel cielo stellato dall'osservatorio astronomico.
Secondo Giorno
   
Giornata dedicata alle tradizioni e alla cultura sarda a Nuoro.
In visita agli originali musei della città natale del Nobel Grazia Deledda, per proseguire fuori porta ad ammirare i murales di Orgosolo, simbolo dell'orgoglio isolano.
 
Un tuffo nella cucina barbaricina al ristorante "Su Gologone" presso Oliena e, rientrati in città, musica tradizionale sarda, in piazza o all'Auditorium.
Terzo Giorno
   
Dopo natura e folclore, ci si può ricordare che la Sardegna è anche mondanità, golf, yacht e discoteche.
A tu per tu con uno dei mari più belli del mondo, a crogiolarsi sulle spiagge candide che si specchiano in un mare di smeraldo.
 
Dopo un vip spotting nella Piazzetta di Porto Cervo, per la sera c'è l'imbarazzo della scelta tra i tanti locali della zona: dalle enclave per calciatori e veline ai pub dove si suona blues, jazz, latino-americana o reggae.

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Panorama lungo la costa di Orosei

Pastore sardo del Gennargentu

Nuraghe nel parco


Un albero di roverella nel parco del Gennargentu

La splendida spiaggia di Cala Fuili

Escursioni nel parco

 
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Dal Gennargentu alla Costa Smeralda
Primo Giorno

In giornata
Una Sardegna "altra", fatta di canyon e foreste secolari, greggi al pascolo, borghi di pietra e resti archeologici di popolazioni antiche e misteriose, nel Parco Nazionale del Gennargentu e del Golfo di Orosei , istituito a fine anni '90 ma mai decollato a causa dei contrasti sorti con la popolazione residente.
Il parco si raggiunge in auto da sud, percorrendo una delle strade più panoramiche dell'isola, la SS 125, oppure salendo sul suggestivo trenino verde, una ferrovia a scartamento ridotto che sembra provenire da un'altra epoca.
L'area, rifugio di animali rari come il muflone e l'aquila reale, vanta luoghi unici e preziosi come la foresta demaniale di Montes , che contiene un bosco vergine con lecci millenari alti fino a 30 m, ma anche un paesaggio lunare fatto di scheletri di ginepri, "relitto" di uno spaventoso incendio che, trent'anni fa, devastò la zona.
È il luogo ideale da cui partire per le escursioni in quad (l'ultimo grido in fatto di veicoli: una moto a quattro ruote in grado di affrontare i terreni più impervi), 4x4 o a cavallo: immersi in una natura selvaggia, capita di fermarsi in un pinettu (il tradizionale riparo per pastori di legno e fronde), ad assaggiare un formaggio fresco o un salume locale, rinfrancandosi con un bicchiere di Cannonau, il robusto vino sardo.
Numerose anche le ottime trattorie dove gustare i saporiti piatti della cucina barbaricina, da sempre rivolta più alla terra che al mare. Si dice, tra l'altro, che qui si trovi il porceddu allo spiedo migliore di Sardegna.

Una delle mete più gettonate in zona è la Gola di Gorroppu , un orrido scavato nella roccia che dà sensazioni da vertigine.
Ma questo angolo selvaggio, tra Supramonte, Ogliastra e Gennargentu non è solo natura e folclore. Qui sorgono infatti alcuni nuraghi interessanti, come quello di calcare bianco di Mereu o il nuraghe Gorroppu, che domina la gola.

Chi del mare proprio non può fare a meno, deviando verso la costa del Golfo di Orosei troverà un litorale "caraibico". Lontano certo da lusso e mondanità, ma tanto bello da essere stato scelto come set da vari registi, che hanno fatto conoscere in tutto il mondo le sue spiagge candide e il mare cobalto.
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Faraglioni sulla costa dell'Ogliastra

 
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Primo Giorno
Dalla natura selvaggia alla costa più trendy della Sardegna

Sera
Un panorama mozzafiato sull'Ogliastra e la costa è assicurato, al tramonto, salendo sul monte Armidda, per poi immergersi, al calar della notte, nel cielo stellato dall' osservatorio astronomico .

Chi ha scelto l'"opzione mare" invece potrà cenare all'agriturismo Sos Ozastros, presso Orosei, dove è anche possibile pernottare in una delle due camere a disposizione degli ospiti. Benvenuto caloroso e ospitalità assicurata.
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Nuoro: piazza Sanna

Nuoro: il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde

Costumi tipici nuoresi


La cucina della casa-museo di Grazia Deledda

Murales di Orgosolo

 
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Dal Gennargentu alla Costa Smeralda
Secondo Giorno

In giornata
Tappa nella capitale della Barbagia, Nuoro, città situata su un altopiano granitico dominato a est dal monte Ortobene. Da qui si snoda un itinerario culturale e antropologico alla ricerca delle radici, delle tradizioni e dell'identità sarda, descritte con vigore e rese immortali dalla scrittrice Grazia Deledda.
Nel centro storico del paese si può visitare la casa-museo della scrittrice, in quello che era l'antico rione di Santu Pedru (San Pietro). Si tratta di una tipica abitazione borghese sarda ottocentesca, con un bel giardino. All'interno sono conservati documenti, fotografie e oggetti appartenuti all'unica donna italiana insignita del premio Nobel per la letteratura.
Gli appassionati potranno proseguire "fuori porta" lungo i sentieri del Parco letterario deleddiano , che ripercorre i paesaggi coprotagonisti dei romanzi della scrittrice.
Rimanendo in città, non mancano le occasioni per una full immersion nella storia di questo cuore selvaggio dell'isola, visitando il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde.

Ma Nuoro non è solo passato e tradizione: un tuffo nell'arte sarda contemporanea, dal Novecento in poi, è possibile visitando il MAN, Museo d'Arte della Provincia di Nuoro.
E una visita la merita anche la vicina piazza Sebastiano Satta, risistemata nel 1967 dal più affermato tra gli artisti nuoresi del secolo scorso, lo scultore Costantino Nivola. Scenografico, seppur minimalista, l'arredo di blocchi di granito, racchiuso tra gli edifici ridipinti di un bianco abbagliante.

Si prosegue verso sud per una ventina di chilometri fino ad arrivare a Orgosolo , dove è possibile ammirare gli splendidi murales, simbolo dell'orgoglio isolano, che decorano l'intero centro storico. Dirigendosi a ovest per altri 10 km si giunge a Mamoiada, piccolo borgo che a Carnevale si trasforma: nelle sue strade sfilano i mamuthones, inquietanti maschere simbolo di una tradizione arcaica che si perde nella notte dei tempi. Maschere che è possibile ammirare tutto l'anno nel Museo delle Maschere Mediterranee.
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Piatti tipici: <i>malloreddus</i>

 
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Secondo Giorno
Dalla natura selvaggia alla costa più trendy della Sardegna

Sera
Un tuffo nella cucina barbaricina in un ristorante storico: "Su Gologone" presso Oliena (a 10 km da Nuoro). Qui un pioniere del turismo in zona, Peppeddu Palimodde, iniziò a proporre già negli anni '60 i semplici piatti della Barbagia, come il porceddu e gli arrosti cucinati a vista nel camino, o i maccarrones, pasta tipica della zona.
Dopo una cena luculliana, si può anche soggiornare in una delle eleganti camere del resort, arredate con mobili dell'artigianato sardo. A poca distanza sgorga un'attrazione naturalistica da non perdere, la sorgente Su Gologone .

Rientrati in città, vale la pena cercare un concerto di uno dei gruppi di musica tradizionale sarda, scorrendo il programma dell'Auditorium o delle manifestazioni che si tengono spesso nelle piazze cittadine.
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La Piazzetta di Porto Cervo

Sardinia Cup a Porto Cervo

Veduta di Porto Rotondo


Punta Carpaccio

Cala di Volpe

Golfo di Marinella

 
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Dal Gennargentu alla Costa Smeralda
Terzo Giorno

In giornata
Il mare più bello del mondo, secondo alcuni, è qui. Nel tratto di costa tra Liscia Ruia e Liscia di Vacca, litorale nord-est della Sardegna, "scoperto" e trasformato turisticamente negli anni '60 da un gruppo di imprenditori uniti nel Consorzio Costa Smeralda, che l'ha trasformato in una delle mete estive più gettonate ed esclusive del pianeta.
L'esplorazione di questo universo cultural-mondano, frequentato da aristocratici (sempre meno) e veline, calciatori e vip televisivi, può iniziare appena "fuori porta", nella deliziosa baia di Porto Rotondo , per poi spingersi nel cuore e centro pulsante della costa, Porto Cervo, paradiso dei velisti grazie alle regate di richiamo internazionale organizzate dal raffinatissimo Yacht Club Costa Smeralda.
Qui una volta c'erano pascoli e pastori, muretti a secco e qualche stazzo, la tipica azienda contadina perfettamente inserita nel paesaggio. Anche a queste architetture si è ispirato il cosiddetto stile smeraldino, con il quale sono state costruite ville e alberghi di gran lusso. Oggi, invece, c'è la mondanità e prezzi alle stelle nel periodo di massimo affollamento, tra metà luglio e metà agosto. Ma tutto diventa più vivibile (e i prezzi e le code si alleggeriscono) durante il resto dell'anno. Voltando le spalle agli hotel a cinque stelle, infatti, decisamente fuori dalla portata dei più, si può approfittare dell'ottimo circuito di bed & breakfast e agriturismo, che consentono un approccio più genuino all'"anima sarda".
Una base affidabile per dedicarsi alla ricerca delle spiagge più belle della costa. Le due da non perdere sono a pochi chilometri a sud di Porto Cervo: presso Romazzino si stendono le due ali di sabbia fine separate da un promontorio di rocce rosa della spiaggia del Principe, la preferita (si dice) dall'Aga Khan. Poco distante, ci si può immergere nel mare smeraldo dell'ampia spiaggia del Grande Pevero.
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Scorcio di Porto Cervo

 
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Terzo Giorno
Dalla natura selvaggia alla costa più trendy della Sardegna

Sera
Per chi ama mondanità e notti brave, in Costa Smeralda c'è solo l'imbarazzo della scelta, tra una serie di locali storici e discoteche di tendenza , dove ballare fino all'alba alla musica dei migliori deejay.
Magari dopo un vip spotting nella Piazzetta di Porto Cervo e un aperitivo al Portico: decor raffinato, servizio inappuntabile e vista strategica dalla terrazza proprio sul centro focale della bella vita cittadina.
Chi non amasse il genere, può optare per un più abbordabile programma "etnico", che prevede aperitivo al Rosemary, storico pub che propone una incongruente cucina irlandese ma ottimi cocktail, da sorseggiare nel bel dehors con giardino pensile e vista sullo splendido fiordo di Liscia di Vacca.

A cena si può scegliere la cucina messicana di El Peyote, locale rustico un po' stile Far West che, dopo mezzanotte, si trasforma in discoteca.


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