Costiera Amalfitana - dintorni di Positano
 
Martedì 9 Febbraio 2010 















Terme Luigiane: benessere e relax in una Calabria ricca di storia
Prodotti da comprare




Peperoncino piccante

Con la sua forma buffamente allungata e il colore acceso e vivace, il peperoncino piccante è diventato un vero e proprio simbolo della Calabria. E' infatti questa la regione italiana dove se ne consuma la maggiore quantità e dove la fantasia dei produttori si è sbizzarrita nella creazione di prodotti più o meno tradizionali. In realtà il Capsicum frutescens è un arbusto arrivato dalle regioni tropicali. A portarlo in Europa fu Cristoforo Colombo, che ne parlò per la prima volta nel suo diario descrivendo l'isola di Hispanola nel 1493.
Il peperoncino era diventato parte integrante della cucina calabrese già sul finire del XVII secolo, come testimoniano numerosi viaggiatori stranieri che visitarono la regione. La popolazione locale, infatti, aveva imparato a sfruttarne le qualità disinfettanti, attribuendogli peraltro un infallibile potere afrodisiaco. Il vero scopo del suo uso smisurato resta comunque la conservazione degli alimenti, come testimoniano le ricette di salumi e manicaretti calabri.



Caciocavallo Silano DOP

Il suo nome ha un'origine curiosa: la tradizione vuole infatti che derivi dall'abitudine di appendere le coppie di forme fresche a cavallo di apposite pertiche per farle stagionare. Le sue origini sono antichissime: già nel 500 a.C, ad esempio, il grande medico Ippocrate ne decantava la bontà discorrendo delle tecniche usate dai Greci nel preparare il "Cacio". Originariamente il caciocavallo era un prodotto estivo, ottenuto con un tecnica artigianale molto raffinata perché il formaggio doveva conservarsi il più a lungo possibile.
Dal gusto inconfondibile, tendente al piccante, il caciocavallo silano, acquisiti i caratteri ottimali della stagionatura grazie al clima dei maestosi rilievi della Sila, presenta un alto valore nutritivo. Si può consumare stagionato come antipasto o fuso all'interno di gustose ricette, incontrastato re della dieta mediterranea.
Dal 1993 si fregia dalla Denominazione di Origine Protetta, e per produrlo bisogna seguire norme severe, a salvaguardia della sua autenticità e della ricetta tradizionale: dopo la cagliata, la pasta viene fatta maturare e fermentare fino a quando non è pronta per essere "filata" (immergendola in acqua bollente, divisa a pezzi). Si procede poi ricavando, in ogni pezzo, la tipica "testina" e immergendo le forme plasmate in salamoia per qualche ora. L'ultimo stadio è la stagionatura alle pertiche: ora spetta solo al tempo conferire a questo formaggio il suo tipico sapore, aromatico e tendenzialmente dolce quando è "giovane", più piccante con il passare dei mesi.




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