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Giovedì 2 Settembre 2010 















Rafting sul Pollino: emozioni forti nella natura
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Caciocavallo Silano DOP

Il suo nome ha un'origine curiosa: la tradizione vuole infatti che derivi dall'abitudine di appendere le coppie di forme fresche a cavallo di apposite pertiche per farle stagionare. Le sue origini sono antichissime: già nel 500 a.C, ad esempio, il grande medico Ippocrate ne decantava la bontà discorrendo delle tecniche usate dai Greci nel preparare il "Cacio". Originariamente il caciocavallo era un prodotto estivo, ottenuto con un tecnica artigianale molto raffinata perché il formaggio doveva conservarsi il più a lungo possibile.
Dal gusto inconfondibile, tendente al piccante, il caciocavallo silano, acquisiti i caratteri ottimali della stagionatura grazie al clima dei maestosi rilievi della Sila, presenta un alto valore nutritivo. Si può consumare stagionato come antipasto o fuso all'interno di gustose ricette, incontrastato re della dieta mediterranea.
Dal 1993 si fregia dalla Denominazione di Origine Protetta, e per produrlo bisogna seguire norme severe, a salvaguardia della sua autenticità e della ricetta tradizionale: dopo la cagliata, la pasta viene fatta maturare e fermentare fino a quando non è pronta per essere "filata" (immergendola in acqua bollente, divisa a pezzi). Si procede poi ricavando, in ogni pezzo, la tipica "testina" e immergendo le forme plasmate in salamoia per qualche ora. L'ultimo stadio è la stagionatura alle pertiche: ora spetta solo al tempo conferire a questo formaggio il suo tipico sapore, aromatico e tendenzialmente dolce quando è "giovane", più piccante con il passare dei mesi.



'Nduja

Dall'inconfondibile colore rosso acceso, è un trito di salame morbido da spalmare su qualsiasi cosa assomigli a una fetta di pane o una bruschetta o da aggiungere al condimento della pasta e delle verdure. Inventata dagli spagnoli, l'nduja è stata introdotta in Calabria dai francesi con il nome di andouille (frattaglie), perché originariamente si realizzava con le interiora del maiale. Oggi l'nduja si ricava da carni suine scelte e aromatizzate con salsa di peperoncino e pepe rosso essiccato. Fatta stagionare per almeno tre mesi e affumicata in modo naturale, si conserva per lungo tempo in barattoli di vetro. La si produce a regola d'arte nel comune di Spilinga, in provincia di Vibo Valentia.



Soppressata di Calabria Dop

Carne di maiale e peperoncino piccante di Calabria sono ancora gli ingredienti principi di un'altra prelibatezza di questa regione: la soppressata. Per confezionarla, la tradizione vuole che le parti più pregiate del suino (spalla e panettone) vengano tagliate "a punta di coltello" e amalgamate con grasso di prima scelta, lo stesso che fa la "goccia" se il salame viene affettato quando si trova nello stadio più perfetto di maturazione. Prima di essere insaccato in budello naturale e fatto stagionare al gancio, il trito è aromatizzato a seconda della zona di produzione con pepe nero in grani, pepe rosso (dolce o piccante), semi di finocchio e peperoni: il prodotto che si ottiene è un salame a grana media dal bel colore rosso che non tradisce le aspettative di chi ama i sapori forti e stuzzicanti. Di certo non ne rimase deluso Giacomo Casanova, che durante un suo viaggio nella regione, lo assaggiò giudicandolo il miglior salume che avesse mai provato. Quando si mangia? Sempre, come antipasto, merenda o spuntino.



Capocollo di Calabria Dop

Il capocollo è un trancio di carne pregiato (conosciuto nel nord e centro Italia come coppa) che si ricava dalla parte superiore del lombo di suini. Per ottenere il capocollo che si fregia dell'etichetta DOP i produttori devono utilizzare esclusivamente i tagli ottenuti da maiali nati e allevati in Calabria, salarli e massaggiarli con cura con pepe o peperoncino. Il tutto poi viene insaccato e legato con lo spago e fatto stagionare per almeno tre mesi. Il risultato è un salume dal gusto delicato, con profumi gradevoli, da proporre come antipasto o secondo, magari insieme vino rosso locale e al tradizionale pane calabrese a lievitazione naturale.




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