|
|
|
Rafting sul Pollino: emozioni forti nella natura |
|
Vini |
Pollino Doc |
|
In tre giorni nel Parco del Pollino, è impossibile non provarlo in uno dei ristorantini della zona, dove è praticamente onnipresente. Il Pollino Doc è uno degli orgogli di questo parco, che ne ospita i vitigni tra le valli del Garga e del Raganello, nei comuni di Castrovillari, Civita, San Basile, Saracena, Cassano allo Ionio e Frascineto. Il suo colore rosso rubino o cerasuolo è dovuto alla presenza di uve Gaglioppo che si uniscono al quelle del Greco Nero (ritenuto diretto discendente di un antico vitigno greco), schiarite da uve bianche di Malvasia, Monsonico (originarie del Tramano) e Guarnaccia (tipiche della zona di Saracena). Generalmente ha una gradazione di 12 °C. Se raggiunge i 12,5°C e viene fatto invecchiare per due anni, si può fregiare sull'etichetta anche della qualifica di 'Superiore'.
|
|
Uva
|
Gaglioppo (almeno il 60%), Greco nero, Malvasia bianca, Montonico bianco e Guarnaccia bianca (almeno il 20%), più altri eventuali vitigni a bacca bianca ma per un massimo del 20%
|
|
Colore
|
rosso rubino tenue o cerasuolo
|
|
Profumo
|
piuttosto intenso e persistente, fruttato, con sentori di prugne e ribes
|
|
Sapore
|
secco, caldo, abbastanza morbido, corposo ed equilibrato
|
|
Gradazione
|
minimo 12°C
|
|
Temperatura
|
16-18 °C
|
|
Abbinamento
|
costolette di agnello alla calabrese, carni bianche arrostite e piatti di formaggi e salumi regionali come caciocavallo silano stagionato, ricotta, capocollo, salsiccia e soppressata di Calabria
|
Cirò Doc |
|
Tra tutti i vini calabresi, il Cirò forse è il più conosciuto. E non solo ai nostri tempi, ma anche a quello degli antichi greci, che in generale apprezzavano molto la produzione vinicola della Calabria, tanto da appellare questa regione con il termine Enotria, ovvero terra del vino. Cremissa (la colonia greca sulla quale sono sorti i paesi di Cirò e Cirò Marina) ospitava addirittura un importante tempio dedicato a Bacco, e il vino qui prodotto, il Krimisa, era considerato il "nettare degli atleti", da dare in dono a vincitori delle Olimpiadi. Oggi il Cirò nasce principalmente dai vitigni autoctoni di Gaglioppo coltivati a Cirò, Cirò Marina, Melissa e Crucoli, tutti in provincia di Crotone, nella tipologie Rosso (anche nelle versioni Classico, Superiore e Riserva), Rosato e Bianco.
|
|
Uva
|
Gaglioppo (almeno il 95%), con l'eventuale aggiunta di uve di Trebbiano toscano e Greco bianco (massimo il 5%)
|
|
Colore
|
rosso rubino
|
|
Profumo
|
gradevole, delicato, intensamente vinoso
|
|
Sapore
|
secco, corposo, caldo, armonico, vellutato
|
|
Gradazione
|
12,5°C
|
|
Temperatura
|
16-18°
|
|
Abbinamento
|
cacciagione, ragù, la tradizionale 'nduja calabrese, caciocavallo silano
|
Verbicaro Doc |
|
È l'unico vino della Riviera dei Cedri a vantare l'etichetta Doc. Già ben noto agli antichi (Plinio e Stradone ne esaltavano le eccezionali qualità) questo corposo bianco è conosciuto anche come "Chiarello", forse per l'abitudine di diluirlo con acqua per ridurne l'alto tasso alcolico. A partire dal XIV secolo il Verbicaro assunse la denominazione attuale, dal comune dove viene principalmente prodotto, anche se i vitigni con concorrono alla sua nascita comprendono i colli di Grisolia, Orsomarso, Santa Domenica Talao e Santa Maria del Cedro, tutti in provincia di Cosenza.
È un buon vino da pasto, ideale per preparazioni leggere come antipasti di pesce, verdure e foraggi giovani, prodotto nelle tipologie Bianco, Rosso (anche nella versione Riserva) e Rosato.
|
|
Uva
|
Greco bianco (minimo 30%), Malvasia bianca (massimo 40%), Guarnaccia bianca (fino al 30%) ed eventuali altre uve a bacca bianca non aromatiche (massimo 30%)
|
|
Colore
|
colore giallo paglierino
|
|
Profumo
|
delicato
|
|
Sapore
|
secco, morbido, talvolta aromatico
|
|
Gradazione
|
10,5°C
|
|
Temperatura
|
8-10°C
|
|
Abbinamento
|
antipasti di pesce e di verdure, minestre e formaggi poco stagionati
|
|
 |
|