Sanlorenzo compie dieci anni di impegno culturale e nel 2026 decide di farlo senza mezze misure, con un calendario che attraversa design, arte contemporanea e sostenibilità.
Non è un’operazione decorativa. È una strategia che mette insieme identità aziendale e scena creativa internazionale, con Venezia al centro.
Il programma si apre durante la Milan Design Week e si chiude con una mostra fotografica dedicata alle isole meno conosciute d’Italia. In mezzo c’è un percorso che intreccia arte, scienza e mare, dentro e fuori Casa Sanlorenzo a Venezia, che vive il suo primo anno completo di attività.
Dalla Design Week alla Biennale: l’arte come linguaggio industriale
Si parte con un’installazione firmata da Piero Lissoni durante la Milan Design Week. Un nome che per l’azienda non è casuale: Lissoni è legato al mondo del design nautico e incarna quell’idea di equilibrio tra forma e funzione che da sempre accompagna il marchio.
Il cuore del programma, però, è Waves, la mostra collettiva prevista durante la Biennale d’Arte di Venezia, ospitata a Casa Sanlorenzo dal 6 maggio al 28 giugno. Il tema è il movimento, la trasformazione. L’onda come forza fisica, ma anche come simbolo culturale.
In dialogo ci sono maestri del Novecento come Alexander Calder, Fausto Melotti, Lucio Fontana e Tony Cragg, accanto a voci contemporanee come Christine Safa e gli artisti visivi Friederich Andreoni e Marcello Maloberti. Non è solo un confronto generazionale. È un tentativo di mettere in relazione materia, spazio e percezione con un elemento che per Sanlorenzo è identità prima ancora che metafora.
Artigianato e clima: oltre l’estetica
Nel corso dell’anno l’azienda parteciperà anche a Homo Faber, la manifestazione promossa dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship. Qui il focus si sposta sull’artigianato e sulla trasmissione del sapere, un tema che tocca direttamente chi lavora nella nautica di alta gamma.
Non manca la presenza alla seconda edizione della Venice Climate Week. In questo caso il discorso si fa più delicato. Quando un brand legato al mondo degli yacht parla di sostenibilità, il rischio di apparire contraddittorio è dietro l’angolo. Proprio per questo la partecipazione a un evento dedicato al clima diventa un passaggio che espone, non protegge. Significa entrare in un confronto pubblico.
Venezia come laboratorio permanente
Il 2026 ruota attorno al primo anno pieno di attività di Casa Sanlorenzo a Venezia. Non uno spazio espositivo tradizionale, ma un luogo ibrido, dove si incontrano arte, design e ricerca. L’azienda parla di cultura e responsabilità come pilastri della propria visione. Parole che negli anni sono diventate parte del racconto del brand.
A chiudere l’anno sarà una mostra personale commissionata alla fotografa Roselena Ramistella, dedicata alle isole meno conosciute d’Italia. Un progetto che riporta il discorso al territorio e al mare reale, lontano dall’idea patinata della nautica di lusso.
Il calendario 2026 è il più articolato mai costruito dall’azienda. Resta da capire quanto questa integrazione tra industria e cultura riesca a incidere davvero oltre l’evento, oltre la stagione espositiva. Venezia offre una vetrina potente, ma è anche una città che mette alla prova ogni narrazione. E forse è proprio lì che si misura la coerenza di un progetto come questo.








