Economia

Agenzia delle Entrate: ora si prendono i soldi in automatico anche per debiti minimi. Come difendersi

Agenzia delle Entrate: ora si prendono i soldi in automatico anche per debiti minimi
Le novità che preoccupano molti - discoveritalia.it

In attesa di eventuali interventi normativi correttivi, il dialogo con la PA e una gestione oculata delle proprie posizioni debitorie.

A partire dal prossimo 15 giugno, scatterà una nuova modalità di prelievo automatico da parte della Pubblica Amministrazione nei confronti dei professionisti titolari di debiti con il fisco, a prescindere dall’importo dovuto.

La misura, che riguarda i pagamenti effettuati dagli enti pubblici verso i lavoratori autonomi, modifica radicalmente il rapporto tra PA e professionisti, introducendo meccanismi di decurtazione forzosa delle parcelle.

Nuova disciplina sui pagamenti PA e debiti fiscali: niente più soglia minima

L’Agenzia delle Entrate potrà verificare la regolarità fiscale dei liberi professionisti incaricati dalla PA e, in caso di debiti iscritti a ruolo, bloccare o trattenere direttamente alla fonte i compensi spettanti.

Prima di questa modifica, il controllo e il blocco automatico scattavano solo per compensi superiori a 5.000 euro; da giugno 2026, invece, la soglia viene completamente eliminata. Questo significa che anche debiti di modesta entità, come multe non pagate o piccoli contributi previdenziali, potranno dar luogo al trattenimento dei pagamenti.

Agenzia delle Entrate: ora si prendono i soldi in automatico anche per debiti minimi

Cosa occorre sapere – discoveritalia.it

La disposizione è contenuta nell’articolo 1, comma 725 della Legge 199/2025, che stabilisce che l’agente della riscossione è obbligato a trattenere dal pagamento al beneficiario un ammontare pari al debito verificato, versando direttamente la somma dovuta all’ente creditore e solo l’eventuale eccedenza al professionista.

Criticità e impatto sui professionisti: disparità di trattamento e tutela del diritto di difesa

La norma ha suscitato forti proteste nel mondo delle professioni, con il Consiglio Nazionale Forense che l’ha definita «vessatoria e discriminatoria».

Tra le principali criticità evidenziate vi è la disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti, compresi quelli pubblici, che anche in presenza di inadempimenti fiscali continuano a percepire regolarmente lo stipendio, mentre il professionista autonomo rischia il blocco immediato del compenso, che rappresenta il corrispettivo diretto per l’attività svolta.

Inoltre, viene sollevata una discriminazione tra professionisti che lavorano prevalentemente o esclusivamente con la PA e quelli che operano con clienti privati: solo i primi sono soggetti al blocco automatico dei pagamenti, anche per debiti minimi.

Un ulteriore aspetto di rilievo riguarda la tutela del diritto di difesa. La nuova procedura elimina la necessità di un atto formale di pignoramento come presupposto per il blocco dei pagamenti.

Questo comporta che il professionista potrebbe vedersi trattenere il compenso senza aver avuto modo di contestare preventivamente la legittimità delle cartelle esattoriali, che spesso possono essere affette da vizi di notifica o addirittura annullate da precedenti provvedimenti.

Il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, ha sottolineato come il meccanismo rischi di bloccare i pagamenti anche per irregolarità minime, come il mancato pagamento di una tassa automobilistica o una multa.

La giurisprudenza delle Sezioni Unite ha più volte ribadito il diritto del contribuente a impugnare il pignoramento nel momento in cui ne viene a conoscenza per la prima volta; tuttavia, con il nuovo sistema, questa tutela preventiva viene meno.

Come difendersi dal prelievo automatico: consigli pratici per i professionisti

Dati i rischi connessi alla nuova normativa, è fondamentale che i professionisti monitorino costantemente la propria posizione fiscale e previdenziale, evitando accumuli di debiti – anche di modesta entità – che possano innescare il blocco dei pagamenti.

È consigliabile rivolgersi tempestivamente a consulenti fiscali per verificare eventuali irregolarità e procedere a regolarizzazioni o impugnazioni, laddove possibile.

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