Arte e Cultura

Ercolano, la Galleria Martusciello riapre: 100 metri di storia dal mare alla città

Ercolano, la Galleria Martusciello riapre: 100 metri di storia dal mare alla città

Il 15 luglio 2026 il Parco Archeologico di Ercolano ha riaperto al pubblico la Galleria Martusciello, un tunnel scavato nel materiale vulcanico che il Vesuvio depositò nel 79 d.C. sopra l’antica città. Più di cento metri di percorso sotterraneo che, per la prima volta dopo anni di chiusura, tornano a collegare la quota della moderna Ercolano con quella dell’Antica Spiaggia: il tratto di costa dove, quasi duemila anni fa, centinaia di persone cercarono scampo senza trovarlo.

Un passaggio dentro la catastrofe del 79 d.C.

Camminare nella galleria Martusciello di Ercolano significa attraversare fisicamente il materiale che ha sepolto e conservato la città per secoli. Non è una metafora: le pareti del tunnel sono composte dalle stesse colate vulcaniche che travolsero Ercolano durante l’eruzione del Vesuvio. Chi percorre quei cento metri abbondanti scende letteralmente attraverso gli strati della catastrofe, dalla superficie moderna fino al livello del mare antico.

Questo dettaglio non è decorativo. È la ragione per cui l’apertura della galleria cambia l’esperienza del parco in modo sostanziale. Fino ad oggi i visitatori potevano osservare l’Antica Spiaggia dall’alto, affacciandosi dal bordo degli scavi. Adesso possono arrivarci a piedi, attraversando lo stesso spessore di roccia vulcanica che per secoli ha separato il mondo antico da quello contemporaneo.

L’Antica Spiaggia e i fornici: dove la storia si fa presenza

La destinazione del percorso è uno dei luoghi più intensi dell’archeologia campana. L’Antica Spiaggia di Ercolano è il tratto di costa che esisteva al momento dell’eruzione, oggi visibile grazie agli scavi che hanno liberato la parte inferiore della città. Lungo questa spiaggia si trovano i fornici, grandi arcate che un tempo servivano da rimessaggi per le imbarcazioni.

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Dentro quei ripari, all’alba dell’eruzione, si ammassarono centinaia di persone in attesa di una fuga via mare che non arrivò mai. Le ricerche archeologiche hanno portato alla luce i resti scheletrici di circa 300 vittime, conservati nei fornici esattamente nella posizione in cui vennero sorpresi dalla morte. È una delle testimonianze più dirette e strazianti di tutta l’archeologia vesuviana: non oggetti, non affreschi, non iscrizioni, ma corpi.

Raggiungere questa area attraverso la galleria Martusciello significa arrivare alla spiaggia con una consapevolezza diversa. Il percorso sotterraneo prepara lo sguardo: si scende, si attraversa la roccia, si esce alla luce su uno spazio che fu l’ultimo rifugio di una comunità intera.

La galleria Martusciello di Ercolano: come funziona il percorso

La struttura del tunnel è semplice nella concezione ma significativa nella funzione. Il tracciato supera i cento metri di lunghezza e risolve un problema concreto che il sito aveva da sempre: il dislivello tra la città moderna, costruita sopra i depositi vulcanici, e il livello originario dell’insediamento antico. Ercolano moderna è fisicamente più in alto di Ercolano antica, e quella differenza di quota corrisponde esattamente allo spessore del materiale eruttivo che ha sepolto tutto.

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Immagine generata con AI

La galleria è scavata in quel materiale. Non è un corridoio moderno costruito accanto al sito: è un passaggio che attraversa la stessa sostanza geologica della catastrofe. Questo la rende diversa da qualsiasi altra infrastruttura di accesso museale. Il visitatore non entra da un ingresso, percorre un corridoio e arriva a una sala espositiva. Entra dentro la storia materiale del sito, ne attraversa la geologia, e ne emerge su una spiaggia che non esiste più in superficie ma che è perfettamente conservata sottoterra.

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Perché questa riapertura conta per il parco e per la città

Il Parco Archeologico di Ercolano è uno dei siti vesuviani meno visitati rispetto a Pompei, ma spesso considerato dagli specialisti come il più ricco di informazioni. La conservazione a Ercolano è in molti casi superiore: il calore e la velocità dell’eruzione hanno preservato materiali organici — legno, tessuti, alimenti — che a Pompei sono andati perduti. Eppure la città antica resta meno accessibile, in parte per ragioni strutturali legate alla presenza della città moderna sopra di essa.

La riapertura della galleria Martusciello va letta anche in questo contesto. Ridisegna il rapporto fisico tra Ercolano moderna e il suo passato sotterraneo, creando un collegamento diretto tra i due livelli che prima non era percorribile. Non è solo un miglioramento logistico: è un’operazione che restituisce alla città una connessione con la propria costa antica, un asse verticale tra presente e passato che era interrotto da decenni.

Per i visitatori, l’impatto pratico è immediato. L’Antica Spiaggia con i suoi fornici e i resti delle vittime del 79 d.C. diventa una tappa raggiungibile a piedi, integrata nel percorso del parco, non più visibile solo dall’alto come un fondale lontano. È un cambio di scala che trasforma la comprensione del sito.

Cosa sapere prima di visitare

Il Parco Archeologico di Ercolano si trova nel comune di Ercolano, in provincia di Napoli, facilmente raggiungibile dalla Circumvesuviana con la fermata dedicata. Per orari aggiornati, tariffe e modalità di accesso alla galleria è consigliabile consultare il sito ufficiale del Parco Archeologico di Ercolano, dove sono disponibili anche le informazioni sulle prenotazioni.

  • Dove: Parco Archeologico di Ercolano, Ercolano (NA)
  • Accesso: Circumvesuviana, fermata Ercolano Scavi
  • Cosa vedere: la galleria Martusciello, l’Antica Spiaggia, i fornici con i resti delle vittime del 79 d.C.
  • Informazioni pratiche: orari e biglietti soggetti a variazioni; verificare sul sito ufficiale prima della visita

La galleria Martusciello di Ercolano non è un’attrazione aggiunta al margine del parco. È un percorso che porta al cuore di ciò che Ercolano conserva meglio di qualsiasi altro sito vesuviano: il momento esatto della catastrofe, con i suoi strati geologici e i suoi morti ancora al loro posto. Cento metri sottoterra, e duemila anni di distanza si annullano.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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