Chi ha diritto a ricevere oltre 700 euro al mese dallo Stato? Ecco l’assegno che spetta a molti ma di cui pochi sono a conoscenza.
Ci troviamo in una fase storica segnata da una profonda instabilità economica, e da un’inflazione persistente che rendono gli aiuti statali, in molti casi, assolutamente indispensabili alla coesione sociale e alla tenuta economica.
Bonus e misure di sostegno sono senza dubbio un paracadute importante per chi si trova in uno stato di particolare necessità e diventano strumenti strategici per accompagnare le persone fuori da una situazione di marginalità in modo che le difficoltò temporanee non si trasformino poi in esclusione strutturale.
Ecco quindi che gli interventi pubblici mirati (soprattutto quelli legati alle politiche attive del lavoro) assumono un valore che va oltre il semplice contributo economico e rafforzato il principio secondo il quale il sostegno dello Stato deve essere collegato alla partecipazione e all’utilità sociale.
I dettagli sul nuovo assegno
L’assegno per le attività socialmente utili (ASU) nel 2026 si rinnova, ma con un aumento che interesserà migliaia di persone in tutta Italia. Con la circolare INPS n.4 del 28 gennaio 2026 l’Istituto ha ufficializzato l’adeguamento dell’importo mensile che dal 1 gennaio 2026 sale 709, 19 euro. L’incremento è una conseguenza dell’aumento del costo della vita e rende più forte uno strumento centrale delle politiche attive del lavoro, spesso poco raccontato.

I dettagli da conoscere – discoveritalia.it
L’aumento di questo assegno rientra in un meccanismo di aggiornamento periodico volto a preservare il potere d’acquisto del beneficiari. L’importo di 709,19 euro è una base nazionale uniforme e non è soggetto a riduzioni automatiche nel tempo. Ma a differenza delle indennità di disoccupazione tradizionali questo assegno è strettamente legato alla prestazione effettiva. Viene infatti corrisposto solo in presenza di attività svolta e regolarmente rendicontata.
Il pagamento è gestito dall’INPS sulla base delle comunicazioni fornite dagli enti utilizzatori, ed è finanziato dal Fondo sociale occupazione e formazione, che sostiene ammortizzatori in deroga e interventi di inclusione lavorativa.
A chi spetta l’assegno
La platea dei beneficiari è definita dal Decreto Legislativo n.468 del 1997, che ha istituito i lavori socialmente utili come strumento di politica attiva. Possono accedere all’assegno ASU i disoccupati, i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro, le persone in mobilità ridotta e i soggetti coinvolti in programmi di reinserimento sociale.
Il diritto all’assegno matura solo con la partecipazione concreta a un progetto ASU. Se non ci sono attività in atto, l’assegno non può essere corrisposto.
Le attività socialmente utili offrono un’occupazione temporanea presso Comuni, scuole, enti pubblici e strutture socio-assistenziali. Le attività spaziano dalla manutenzione urbana e ambientali ai servizi di supporto alle persone fragili.
C’è anche la possibilità di svolgere attività culturali e organizzative. L’obiettivo è quello di mantenere attivo il legame del cittadino con il mondo del lavoro, anche in una fase di stallo professionale.








