Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato il 15 gennaio, prende ufficialmente il via la stagione dichiarativa 2026.
Tra le principali novità spicca l’introduzione di un bonus fino a 960 euro legato al taglio del cuneo fiscale e la presenza del bonus affitto come fringe benefit per i neoassunti. Le nuove regole e scadenze per l’invio della CU, insieme alle modifiche fiscali, ridefiniscono l’iter per sostituti d’imposta e contribuenti per l’anno fiscale 2025.
Il modello CU 2026 rappresenta il primo adempimento della stagione fiscale e deve essere trasmesso dai sostituti d’imposta per certificare le somme erogate e le ritenute operate nel corso del 2025. Il documento ufficiale, comprensivo di modello ordinario, modello sintetico, istruzioni di compilazione e specifiche tecniche, è stato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per supportare la corretta compilazione e l’invio telematico.
Una delle novità più rilevanti riguarda il nuovo calendario delle scadenze per la trasmissione telematica:
- Entro il 16 marzo 2026: invio delle certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo non abituale e redditi diversi;
- Entro il 30 aprile 2026: trasmissione delle certificazioni per redditi di lavoro autonomo abituale, esercizio di arte o professione e provvigioni derivanti da rapporti di commissione, agenzia, mediazione e rappresentanza;
- Entro il 2 novembre 2026 (termine spostato dal 31 ottobre, sabato): invio delle certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite dichiarazione precompilata.
Rimane invece invariato l’obbligo di consegnare la CU ai percipienti entro il 16 marzo 2026, confermando così un termine uniforme per la consegna al contribuente.
Il bonus per il taglio del cuneo fiscale: fino a 960 euro nella CU 2026
Una delle maggiori novità fiscali per il 2026 è il debutto del bonus per il taglio del cuneo fiscale, introdotto dalla Legge 30 dicembre 2024, n. 207. Questo bonus, pensato per i titolari di reddito da lavoro dipendente con redditi complessivi fino a 20.000 euro, consiste in una somma esentasse calcolata applicando una percentuale sul reddito di lavoro dipendente del contribuente:
- 7,1% per redditi fino a 8.500 euro;
- 5,3% per redditi compresi tra 8.501 e 15.000 euro;
- 4,8% per redditi tra 15.001 e 20.000 euro.
Per i redditi da lavoro dipendente superiori a 20.000 euro e fino a 40.000 euro, il bonus si traduce in un’ulteriore detrazione fiscale. Superata la soglia di 40.000 euro, il bonus non è più riconosciuto.
Nel modello CU 2026, la nuova sezione “Somma che non concorre alla formazione del reddito” raccoglie le informazioni necessarie per l’attribuzione del bonus. Il datore di lavoro dovrà indicare, al punto 718, un codice specifico per segnalare la spettanza o meno del beneficio, mentre al punto 724 va indicato se la somma è stata effettivamente erogata, con la relativa cifra al punto 725. La CU svolgerà anche un ruolo fondamentale nelle operazioni di conguaglio e recupero delle somme eventualmente erogate in eccesso rispetto a quanto spettante.

Fringe benefit e bonus affitto per neoassunti nella CU 2026 (www.discoveritalia.it)
Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dalle novità relative ai fringe benefit. La Manovra 2025-2027 ha fissato nuove soglie di esenzione fiscale per i beni e servizi concessi dal datore di lavoro:
- 1.000 euro per tutti i dipendenti;
- 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico.
Nel paniere dei fringe benefit continuano a rientrare i rimborsi per le utenze domestiche (acqua, luce e gas), l’affitto della prima casa e gli interessi sul mutuo per l’abitazione principale. È importante sottolineare che, in caso di superamento anche minimo della soglia di esenzione, l’intero valore dei benefit diventa tassabile e non solo la parte eccedente.
Dal punto di vista operativo, il valore dei fringe benefit deve essere indicato dal sostituto d’imposta nel punto 474 della CU 2026 (per la soglia di 1.000 euro) o al punto 475 (per la soglia di 2.000 euro destinata a dipendenti con figli a carico).
Significativa è l’introduzione del bonus affitto per i neoassunti nel 2025, segnalato al punto 476 della CU. Questa agevolazione, studiata per favorire la mobilità territoriale dei lavoratori, riconosce un rimborso fino a 5.000 euro annui per le spese di affitto o manutenzione della prima abitazione, nel biennio successivo all’assunzione. Per accedere al bonus, è necessario che il trasferimento della residenza avvenga in un comune distante almeno 100 km dal precedente e che il reddito del lavoratore non superi i 35.000 euro nell’anno precedente all’assunzione.
A differenza dei fringe benefit tradizionali, il bonus affitto prevede che solo la parte eccedente la soglia di 5.000 euro sia soggetta a tassazione, rendendo questa misura particolarmente vantaggiosa per i beneficiari.








