Salire su un treno che risale agli anni Trenta, sedersi su sedili in legno, sentire il ritmo cadenzato delle ruote sui binari mentre fuori scorrono vigneti, abbazie e colline dorate dall’autunno: è questo che offrono i treni storici in Friuli-Venezia Giulia, con il Centoporte che torna protagonista in questa stagione. Non è una rievocazione folkloristica. È un modo diverso di attraversare una regione che, vista da un finestrino d’epoca, racconta storie che la velocità moderna non lascia il tempo di ascoltare.
Il Centoporte: carrozze degli anni Trenta su binari regionali
Il nome evoca subito qualcosa di speciale. Le carrozze Centoporte sono un simbolo della storia ferroviaria italiana: costruite negli anni Trenta del Novecento, prendono il loro nome caratteristico dall’enorme numero di sportelli che le contraddistinguono, uno per ogni scompartimento. Ogni porta è una piccola finestra sul tempo, un dettaglio che racconta un’epoca in cui viaggiare in treno era un atto quasi cerimoniale.
Queste carrozze d’epoca circolano oggi sulle ferrovie storiche del Friuli-Venezia Giulia grazie a un’iniziativa promossa dalla Regione in collaborazione con FS Treni Turistici Italiani e PromoTurismoFVG. L’obiettivo non è solo turistico: è valorizzare linee ferroviarie che attraversano territori spesso poco conosciuti, collegando borghi, paesaggi rurali e patrimoni naturali che difficilmente si raggiungono in auto con la stessa lentezza contemplativa.
L’autunno è la stagione giusta. I colori cambiano ogni settimana, le vigne si tingono di rosso e arancio, le nebbie mattutine avvolgono le pianure e le colline del Collio e dei Colli Orientali del Friuli. Attraversarle su un convoglio d’epoca, senza fretta, è un’esperienza che si avvicina più a una passeggiata che a un trasferimento.
Tra abbazie, vigneti e colline: gli itinerari dell’autunno
Già il 21 settembre il Centoporte ha proposto un doppio appuntamento lungo un percorso che collegava abbazie, vigneti e colline della regione — un assaggio di quello che i mesi di ottobre e novembre possono offrire a chi sceglie di muoversi a ritmo lento. Il calendario autunnale del servizio si estende proprio in questo periodo, quando il Friuli-Venezia Giulia offre alcuni dei suoi paesaggi più intensi.
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Le linee ferroviarie storiche della regione attraversano territori molto diversi tra loro. A nord, i binari si avvicinano alle Prealpi Giulie e Carniche, dove i boschi cambiano colore in modo spettacolare. Più a sud, verso la pianura friulana e il Carso, il paesaggio si apre su distese che in autunno assumono tonalità quasi pittoriche. Ogni percorso è pensato per abbinare il viaggio ferroviario a tappe a terra: visite a cantine, mercati stagionali, borghi medievali, siti naturalistici.
Chi conosce la regione sa che il Friuli-Venezia Giulia è un territorio di confine in senso profondo: tra culture, lingue, cucine, paesaggi. Il treno storico diventa in questo contesto uno strumento narrativo, oltre che un mezzo di trasporto. Ogni fermata è un capitolo di una storia più lunga.
Perché scegliere il treno lento in autunno
Il turismo lento non è una moda passeggera. È una risposta concreta a un modo di viaggiare che privilegia la qualità dell’esperienza sulla quantità delle mete. E l’autunno, in questo senso, è la stagione ideale per il Friuli-Venezia Giulia.
I vantaggi sono concreti:
- Meno affollamento: rispetto all’estate, i borghi e le cantine della regione sono molto più accessibili e accoglienti tra ottobre e novembre.
- Paesaggi stagionali unici: i vigneti del Collio, i boschi del Tarvisiano, le risaie della Bassa friulana cambiano aspetto settimana dopo settimana.
- Prodotti locali di stagione: ottobre e novembre sono i mesi dei funghi, della selvaggina, dei vini novelli, dei formaggi stagionati. Molte tappe degli itinerari del Centoporte sono pensate per incontrare produttori locali.
- Ritmo adatto alla scoperta: il treno storico non va veloce. Si ferma, si rallenta, si lascia guardare. È un’esperienza che invita a stare, non a correre.
Chi ha già viaggiato su queste carrozze racconta spesso la stessa cosa: ci si ritrova a parlare con gli altri passeggeri, a guardare fuori dal finestrino molto più del solito, a notare dettagli del paesaggio che in auto sarebbero già spariti. Il legno dei sedili, il suono dei binari, il fischio del locomotore: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che non ha equivalenti nel trasporto moderno.
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Come organizzare il viaggio: informazioni pratiche
Il servizio dei treni storici in Friuli-Venezia Giulia è gestito da FS Treni Turistici Italiani, il ramo del gruppo Ferrovie dello Stato dedicato ai percorsi turistici su rotaia. Per conoscere il calendario aggiornato delle partenze autunnali, le stazioni di partenza e le modalità di prenotazione, il riferimento diretto è il sito ufficiale del servizio o il portale di PromoTurismoFVG, l’ente regionale per il turismo che coordina la promozione degli itinerari.
Alcune indicazioni utili per chi vuole partecipare:
- I posti sono limitati e la prenotazione è quasi sempre necessaria: conviene muoversi con anticipo, soprattutto per i weekend di ottobre, molto richiesti.
- Le partenze avvengono da stazioni diverse a seconda dell’itinerario: verificare sempre il punto di partenza prima di pianificare gli spostamenti.
- Molti percorsi prevedono soste a terra con attività incluse o consigliate: è utile sapere in anticipo se sono necessarie scarpe comode, abbigliamento a strati o prenotazioni aggiuntive per le visite.
- L’autunno in Friuli-Venezia Giulia può essere variabile: portare un impermeabile leggero è sempre una buona idea, anche nelle giornate di sole.
Il Friuli-Venezia Giulia visto dai binari: un territorio da riscoprire
C’è un paradosso curioso nel modo in cui spesso si visita questa regione: si arriva a Trieste, si passa per Udine, magari si sale verso le Dolomiti friulane o si scende verso Grado e Lignano. Ma il territorio intermedio — quella rete di borghi, colline, abbazie, corsi d’acqua e vigneti che connette i punti più noti — rimane spesso invisibile a chi viaggia in auto o in treno ad alta velocità.
Il Centoporte cambia questa prospettiva. Percorrendo le ferrovie storiche del Friuli-Venezia Giulia a velocità ridotta, si scoprono luoghi che non compaiono nelle guide principali: stazioni abbandonate riconvertite, paesi che conservano ancora un’architettura rurale intatta, tratti di campagna dove il tempo sembra davvero scorrere diversamente.
Non è nostalgia fine a sé stessa. È un modo di leggere il territorio attraverso la sua infrastruttura storica, di capire come le ferrovie abbiano plasmato i collegamenti tra le comunità di questa regione di confine. E farlo in autunno, quando i colori sono al massimo e i ritmi turistici si abbassano, aggiunge una dimensione di quiete che è sempre più rara nel turismo contemporaneo.
Chi sale sul Centoporte non cerca la destinazione più veloce. Cerca il viaggio. E in Friuli-Venezia Giulia, in questo autunno, il viaggio è già la risposta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








