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Bucato che sembra pulito ma non lo è del tutto: il gesto semplice che può renderlo davvero disinfettato

Igienizzare il bucato in modo efficace
Per igienizzare il bucato in modo efficace, bastano pochi accorgimenti e la giusta routine - discoveritalia

Non basta il profumo di pulito: ecco cosa può fare davvero la differenza tra capi lavati e capi igienizzati.

Aprire l’oblò della lavatrice, sentire un buon odore e piegare i panni appena asciutti dà una sensazione di ordine e freschezza. Eppure, dietro quell’apparente pulizia, può nascondersi una realtà meno rassicurante. Un bucato che profuma non è automaticamente un bucato igienizzato.

Asciugamani, strofinacci da cucina, abbigliamento sportivo: sono i capi che più facilmente trattengono umidità e microrganismi. Spesso vengono lavati a basse temperature per risparmiare energia o per non rovinare i tessuti. Ma è proprio questa abitudine, apparentemente innocua, a lasciare spazio a batteri e cattivi odori persistenti.

Igienizzare il bucato non significa ricorrere a prodotti aggressivi o trasformare la lavanderia in un laboratorio chimico. Al contrario, è una questione di metodo: piccoli accorgimenti, ripetuti con regolarità, possono migliorare in modo significativo il livello di pulizia reale dei nostri capi.

Pulire i panni parte dalla lavatrice

Il primo passo, spesso trascurato, riguarda l’elettrodomestico stesso. Una lavatrice con residui di detersivo, calcare o muffa nelle guarnizioni non potrà mai garantire un bucato davvero igienizzato. Ogni ciclo rischia di rimettere in circolo sporco invisibile.

cura della lavatrice

Igienizzare il bucato significa anche prendersi cura della lavatrice con cicli ad alta temperatura – discoveritalia

Per questo è importante programmare periodicamente un lavaggio a vuoto ad alta temperatura. Un ciclo sopra i 60°C – meglio ancora se più elevato – aiuta a sciogliere depositi interni e a ridurre la presenza di microrganismi nelle parti meno visibili, come tubature e cestello.

Anche la guarnizione dell’oblò merita attenzione: l’umidità che vi ristagna crea un ambiente ideale per muffe e batteri. Pulirla con regolarità e asciugarla dopo ogni lavaggio è un gesto semplice ma decisivo. Accanto al normale detersivo, esistono ingredienti facilmente reperibili che possono potenziare l’effetto pulente.

Il bicarbonato di sodio, ad esempio, contribuisce a neutralizzare gli odori e a migliorare l’azione del detersivo: inserito nel cestello durante il lavaggio, aiuta a creare un ambiente meno favorevole alla proliferazione batterica. L’aceto bianco, utilizzato soprattutto nei cicli a vuoto, può favorire la rimozione dei residui di calcare che trattengono sporco e odori. Non sostituisce un disinfettante, ma contribuisce a mantenere l’elettrodomestico più pulito nel tempo.

Per i capi bianchi e resistenti, il percarbonato rappresenta un supporto più energico: attivo soprattutto alle alte temperature, libera ossigeno e contribuisce a migliorare l’igiene complessiva del bucato, oltre a ravvivare i tessuti chiari.

I programmi rapidi e a 30° o 40°C sono comodi e delicati sui tessuti, ma non sempre sufficienti per ridurre in modo efficace la carica microbica. Quando il tipo di capo lo consente, alternare con lavaggi a temperature più elevate è una scelta strategica. Infine, non sovraccaricare il cestello: un bucato troppo compresso impedisce all’acqua e al detersivo di raggiungere tutte le fibre in modo uniforme.

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