La promessa che facendo il pieno di notte si possa spendere meno circola da anni tra gli automobilisti. Ma quanto c’è di vero?
Sono ormai anni che una strategia silenziosa attraversa le conversazioni da bar e anche le chat di famiglia, ovvero fare benzina di notte quando le temperature scendono. Questo, secondo alcuni, permetterebbe di ridurre notevolmente i costi.
Un trucco da insider, trasmesso di bocca in bocca come fosse una formula (più o meno) segreta per riuscire a risparmiare usando la testa. Ma le cose stanno davvero così o sono leggermente “gonfiate?”
La teoria della densità
Il principio fisico alla base del ragionamento, alla fine, sembra non fare una piega. Infatti, quando un liquidi si raffredda, aumenta la propria densità mentre il volume diminuisce. Questo fenomeno è verificabile in laboratorio e vale anche per la benzina.
L’idea (seduttiva) è che se il volume si contrae con il freddo, rifornendosi nelle ore notturne si acquisterebbe più carburante a parità di prezzo rispetto al giorno. I calcoli teorici sembrano confermare questa intuizione. Con un’escursione termica da 15 gradi a 0, un serbatoio da 50 litri potrebbe teoricamente contenere quasi un litro in più di carburante.

Cosa dice la fisica – discoveritalia.it
Tradotto tutto questo in moneta sonante, si parlerebbe di circa due euro risparmiati per ogni rifornimento completo. Una cifra che pare irrisoria ma se viene moltiplicata per anno acquisterebbe un certo peso nel bilancio familiare.
Ma, purtroppo, è proprio qui che la teoria si scontra con la pratica quotidiana. Vincenzo Schettini, divulgatore scientifico e volto noto del canale Instagram “La fisica che ci piace” ha di recente smontato questo mito con argomentazioni cristalline.
Il punto centrale di queste argomentazioni è che il carburante non vive esposto alle variazioni atmosferiche come potremmo credere. I distributori moderni conservano benzina e diesel in serbatoi interrati che sono progettati proprio per garantire isolamento termico e stabilità di temperatura. Questi contenitori sono sepolti a diversi metri di profondità, e perciò mantengono il carburante a temperature pressoché costanti, impermeabili al ciclo giorno-notte.
Centesimi, non euro
Le oscillazioni termiche che effettivamente raggiungono il carburante sotterraneo risultano minime, nettamente inferiori a quelle dell’aria esterna. Ed ecco che il risparmio reale si riduce drasticamente, si parla infatti di pochi centesimi per rifornimento.
La differenza tra realtà e aspettativa è in pratica abissale. Più che opportunità concreta si dovrebbe parlare, in questo caso, di un vantaggio del tutto trascurabile. Meglio quindi non organizzare viaggi notturni solo per recarsi al primo distributore di benzina…








