Un errore comunissimo che si compie prima di avviare la lavatrice incide sensibilmente sui consumi: basta evitarlo per ridurre i consumi e la bolletta.
É uno degli elettrodomestici più presenti in casa da decenni, eppure molti dei suoi meccanismi sono tuttora un mistero. La lavatrice è uno degli apparecchi più utili in ambito domestico, ma richiede numerose attenzioni e piccoli stratagemmi per usarla al meglio.
Da una parte, l’obiettivo principale resta quello di ottenere un bucato impeccabile, che rispetti quanto possibile le caratteristiche dei tessuti preservandole e che risulti piacevolmente profumate. Il risultato di lavaggio si associa però, oggi ancor di più, alla necessità di ridurre i consumi in bolletta.
Avviare la lavatrice è un’abitudine quotidiana che troppo spesso viene compiuta in modo superficiale. Dei comuni errori possono contribuire ad un inutile spreco di energia che finisce per pesare sul portafoglio. I consumi energetici e idrici dell’elettrodomestico non sono universali, ma variano sulla base di diversi fattori, tra cui il programma scelto, il modello e la capacità della lavatrice.
Si può calcolare, tuttavia, un consumo medio tra i 40 e i 60 litri d’acqua e tra 0,5 e 2,5 kWh. Cifre che bastano a convincere dell’importanza di stabilire una routine fatta di piccole accortezze che possono fare la differenza. Una buona regola è puntare sull’acquisto di lavatrici con classi energetiche più elevate, a cui si accompagna l’uso di basse temperature. Vi sono però, 3 errori che bisognerebbe sempre evitare.
3 Errori da evitare prima di avviare la lavatrice
La preparazione della lavatrice prima dell’avvio è una fase essenziale se l’obiettivo è quello di risparmiare. Uno degli errori principali consiste infatti, nella mancanza di un corretto bilanciamento del carico. Il ciclo parte spesso con pochi o troppi capi, che costringono l’elettrodomestico a lavorare con uno sforzo maggiore.

3 Errori che aumentano i consumi – discoveritalia.it
La lavatrice non si deve mai sovraccaricare, poiché questo compromette l’efficacia del detersivo durante il lavaggio. Quando il detergente non riesce a raggiungere tutte le superfici degli indumenti, le macchie e i cattivi odori persistono, costringendo a ripetere il ciclo con un doppio consumo di energia e acqua.
Un altro errore comune consiste nella scorretta suddivisione dei capi. Gli indumenti bianchi devono essere sempre separati dai chiari misti, che a loro volta non devono mai essere accostati ai neri. Il rischio principale che si corre è quello del danneggiamento del capo stesso, che per la correzione richiederà ulteriori costi, qualora non sia da eliminare.
Lo stesso principio vale anche per la tipologia di tessuto. I capi delicati, quali seta, lino, velluto, pizzo e cashmere, richiedono un lavaggio a parte rispetto a quelli più pesanti, come jeans e maglioni. Infine, un’attenzione particolare va riservata al detersivo.
Un uso eccessivo di detergente porta ad una formazione spropositata di schiuma. Questa a sua volta, in grandi quantità, compromette il risciacquo trattenendo residui di sporco e batteri che permangono sui capi e nel cestello anche dopo la fine del lavaggio.
Allo stesso modo, anche il tipo di detersivo deve adeguarsi al bucato. La scelta più vantaggiosa è quella delle capsule. Al contrario dei classici detergenti liquidi, queste hanno un dosaggio prestabilito che evita l’incombenza della giusta regolazione per ogni ciclo, riducendo inutili sprechi.








