Camminare è tornato ad essere un atto politico, quasi. In un’epoca in cui la velocità è diventata un valore in sé, scegliere di muoversi a piedi — per giorni, settimane, centinaia di chilometri — è una dichiarazione di intenzioni precisa. Il fenomeno del trekking e dei cammini in Italia e nel mondo non è una moda passeggera: è una risposta concreta al bisogno di lentezza, di contatto con il territorio, di significato. E il 2026 lo conferma con una forza crescente, dalle risaie del Giappone rurale fino alle strade bianche della Toscana medievale.
Un nuovo cammino in Giappone: 320 chilometri tra risaie e santuari
Il Giappone è da tempo considerato uno dei paesi più ricchi al mondo per chi viaggia a piedi. Le ragioni sono molteplici: una cultura del cammino radicata in secoli di tradizione buddhista e shintoista, sentieri curati con precisione quasi ossessiva, una rete di ryokan — le locande tradizionali — che permette di dormire bene anche nelle zone più remote. Non sorprende, quindi, che un nuovo percorso di 320 chilometri stia aprendo la via verso il Giappone rurale nelle campagne vicino a Tokyo, tra risaie geometriche e santuari millenari che raramente compaiono nelle guide per turisti.
Questo tracciato si inserisce in un panorama già straordinariamente ricco. Il Kumano Kodo, nella penisola di Kii, è uno dei pochi cammini al mondo che condivide con il Cammino di Santiago il riconoscimento come itinerario di pellegrinaggio di rilevanza globale. La Nakasendo, l’antica strada che attraversa la valle del Kiso tra Kyoto e Tokyo, percorre villaggi di legno scuro e foreste di cedri dove il tempo sembra rallentare davvero. Poi ci sono le Alpi giapponesi, con sentieri che superano i duemila metri di quota e paesaggi alpini che nulla hanno da invidiare alle Dolomiti. E le foreste di muschio che avvolgono i percorsi come un silenzio verde.
Ciò che rende il Giappone unico per il trekker non è solo la bellezza del paesaggio. È la logistica impeccabile: i bagagli si spostano da una tappa all’altra, le indicazioni sui sentieri sono precise, e la cultura locale accoglie il camminatore come un ospite atteso. Un modello che molti paesi, Italia compresa, stanno cercando di replicare.
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I cammini d’Italia: storia, territorio e turismo lento
In Italia, i cammini hanno radici medievali. I grandi itinerari storici — la Via Francigena, il Cammino di San Francesco, il Cammino di San Benedetto — nascono come percorsi di pellegrinaggio e commercio che collegavano il Nord al Sud della penisola durante il Medioevo. Erano strade di necessità, tracciate da pellegrini, mercanti e soldati. Oggi sono diventate strade di scelta, percorse da chi cerca qualcosa che le autostrade non possono offrire.
La Via Francigena toscana è forse il caso più emblematico. Attraversa paesaggi che sembrano dipinti — le crete senesi, i cipressi allineati lungo le strade bianche, le torri medievali di San Gimignano — ma non è solo scenografia. È un percorso strutturato, con tappe ben definite, ospitalità diffusa e una comunità di camminatori che cresce ogni anno. Il pellegrino moderno non porta necessariamente una croce: porta uno zaino, un paio di scarpe da trekking e spesso uno smartphone per documentare l’esperienza. Ma il senso del viaggio — la trasformazione che avviene camminando — non è poi così diverso da quello di chi percorreva queste strade otto secoli fa.
Il panorama dei trekking e cammini in Italia si è notevolmente ampliato negli ultimi anni. Accanto ai grandi itinerari storici sono nati percorsi regionali, cammini tematici legati a figure religiose o artistiche, sentieri che attraversano parchi nazionali e aree interne spesso dimenticate dal turismo di massa. Ogni regione ha il suo tracciato, spesso ancora poco frequentato rispetto alle potenzialità. La Calabria, il Molise, la Basilicata: territori dove camminare significa attraversare un’Italia che non finisce sulle copertine delle riviste patinate.
La Giornata Nazionale del Camminare: il 10 e 11 ottobre
Ogni anno, il 10 e 11 ottobre, la Giornata Nazionale del Camminare porta in strada migliaia di persone in tutta Italia. Non si tratta di una competizione, né di un evento sportivo nel senso tradizionale del termine. È piuttosto una celebrazione collettiva di qualcosa di elementare: mettere un piede davanti all’altro, guardare il territorio con occhi diversi, rallentare.
L’iniziativa ha il merito di avvicinare al cammino anche chi non si considera un escursionista. Famiglie, anziani, bambini, persone che non hanno mai indossato un paio di scarponi da trekking: tutti possono partecipare, perché camminare non richiede attrezzatura speciale né preparazione atletica avanzata. È questo il messaggio più importante che la Giornata porta con sé. Il cammino è accessibile. È umano. È, in un certo senso, il modo più naturale di conoscere un posto.
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Negli anni, eventi come questo hanno contribuito a creare una cultura del camminare in Italia che va oltre il trekking sportivo. Hanno alimentato l’interesse per i cammini d’Italia come forma di turismo lento, sostenibile, capace di portare visitatori nelle aree interne e nei borghi che il turismo convenzionale ignora.
Come si prepara un cammino: quello che serve sapere prima di partire
Che si tratti di un sentiero nelle Alpi o di un tratto della Via Francigena, la preparazione fa la differenza tra un’esperienza trasformativa e una faticosa. Alcuni elementi sono fondamentali.
- Lunghezza e dislivello: ogni cammino ha caratteristiche tecniche precise. Non tutti i percorsi sono adatti a tutti. Verificare difficoltà, dislivello cumulativo e lunghezza delle singole tappe è il primo passo.
- Periodo dell’anno: i cammini italiani si percorrono idealmente in primavera (aprile-giugno) e in autunno (settembre-ottobre). L’estate può essere problematica per il caldo, soprattutto al Centro-Sud. In Giappone, la primavera e l’autunno offrono condizioni ottimali sui sentieri di montagna.
- La credenziale: per i grandi cammini storici come la Via Francigena esiste un documento ufficiale — la credenziale — che si fa timbrare ad ogni tappa e certifica il percorso completato. È anche un modo per accedere all’ospitalità dedicata ai pellegrini.
- Lo zaino: la regola generale è non superare il 10-15% del proprio peso corporeo. Ogni chilo in più si sente dopo trenta chilometri.
- Le scarpe: vanno indossate e rodate settimane prima della partenza. Nessun cammino si affronta bene con scarpe nuove.
Alpi e Appennini: il trekking di casa
Non bisogna andare in Giappone per trovare percorsi straordinari. Le Alpi italiane offrono una rete di sentieri tra i più articolati d’Europa, con rifugi che permettono di camminare per settimane senza mai dormire sotto le stelle se non lo si desidera. La Alta Via delle Dolomiti, i percorsi del Gran Paradiso, i sentieri del Monte Rosa: ogni massiccio ha la sua logica, il suo carattere, la sua difficoltà.
L’Appennino, spesso sottovalutato rispetto alle Alpi, offre invece un trekking più selvaggio, meno frequentato, spesso più autentico nel senso più concreto del termine: borghi quasi disabitati, foreste di faggio che in autunno diventano incandescenti, creste ventose da cui si vedono contemporaneamente il Tirreno e l’Adriatico. Il Sentiero Italia CAI, che attraversa tutta la penisola da nord a sud per oltre settemilacinquecento chilometri, è uno dei percorsi escursionistici più lunghi d’Europa e rimane in gran parte inesplorato dal grande pubblico.
La riscoperta del viaggio a piedi — dai sentieri del Giappone rurale alle strade bianche della Toscana, dalle creste alpine agli antichi tracciati medievali — non è nostalgia. È una risposta precisa a un mondo che si muove troppo veloce per essere davvero visto. Chi cammina sa che il paesaggio si capisce solo quando ci si mette in mezzo, lentamente, con il tempo necessario per guardarlo cambiare. Ed è per questo che i trekking e i cammini in Italia continuano ad attrarre sempre più persone: non solo turisti, ma viaggiatori nel senso più pieno della parola. Per approfondire i percorsi ufficiali e le tappe dei principali cammini italiani, il riferimento più completo resta il portale ufficiale Italia.it dedicato ai cammini e ai pellegrinaggi.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








