Questa interpretazione rafforza la posizione dei viaggiatori, spesso scoraggiati dalle compagnie aeree con argomentazioni tecniche.
Il diritto all’indennizzo per un volo in ritardo supera la semplice notifica preventiva da parte della compagnia aerea. Recenti chiarimenti giurisprudenziali ribadiscono che anche se il passeggero viene avvisato anticipatamente del ritardo o della riprogrammazione del volo, il compenso economico resta comunque dovuto qualora il ritardo sia superiore a tre ore.
Questa interpretazione è stata nuovamente confermata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 28743 del 30 ottobre 2025, che ha definito inequivocabile il diritto alla compensazione automatica per l’inadempimento del contratto di trasporto.
Indennizzo per volo in ritardo: non conta il luogo dell’attesa
È un errore diffuso pensare che il diritto all’indennizzo si perda se la compagnia aerea ha comunicato il ritardo in anticipo e il passeggero ha potuto evitare lunghe attese in aeroporto, magari soggiornando in hotel.
La normativa europea di riferimento, ovvero il Regolamento CE n. 261/2004, stabilisce che la compensazione pecuniaria è legata esclusivamente al ritardo effettivo all’arrivo, non al disagio subito o al luogo in cui si attende il nuovo orario.

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La Corte di Cassazione ha smascherato le difese delle compagnie aeree basate sul fatto che l’avviso anticipato avrebbe mitigato il danno, sottolineando come sia irrilevante se il passeggero abbia atteso in aeroporto o altrove: il diritto alla compensazione scatta automaticamente per ritardi superiori a tre ore all’arrivo.
Obbligo di presentarsi all’accettazione: chiarimenti fondamentali
Un’altra questione spesso sollevata dalle compagnie è la presunta perdita del diritto all’indennizzo qualora il passeggero non si presenti al check-in all’orario originario del volo, cancellato o modificato dalla stessa compagnia. Anche su questo punto la Cassazione ha espresso un giudizio netto: il passeggero deve attenersi al nuovo orario comunicato, e non a quello inizialmente previsto.
Pretendere la presenza del viaggiatore in aeroporto per un orario ormai superato dalla riprogrammazione rappresenta una contraddizione e un ostacolo ingiustificato. La tutela del passeggero è prioritaria, e la normativa mira a evitare trappole burocratiche che possano privarlo dei suoi diritti.
Come ottenere l’indennizzo per ritardo del volo
Per richiedere la compensazione economica, non è necessario dimostrare di aver subito un danno specifico come la perdita di una coincidenza o la mancata partecipazione a un impegno. L’indennizzo è una sanzione automatica per il vettore aereo nei casi di ritardo superiore a tre ore.
Il passeggero deve semplicemente fornire la prova di:
- una prenotazione confermata sul volo interessato;
- la presentazione all’accettazione secondo il nuovo orario comunicato dalla compagnia;
- il ritardo effettivo all’arrivo nella destinazione finale pari o superiore a tre ore rispetto all’orario originale.
Questi elementi costituiscono la base per un diritto alla compensazione che la legge europea riconosce senza condizioni aggiuntive.








