Arte e Cultura

Dal Giappone all’Italia: a due passi da casa c’è un artigiano che rende gli oggetti rotti opere d’arte dorate

Ogni frattura racconta una storia
Nel Kintsugi ogni frattura racconta una storia e diventa parte della bellezza finale -discoveritalia

Quando una rottura non segna la fine, ma l’inizio di una nuova bellezza tutta da scoprire: un bellissimo nuovo punto di vista

In un mondo sempre di corsa, abituato all’usa e getta forsennato, com’è il nostro, pensare di poter ancora “aggiustare qualcosa” sembra strano, obsoleto, roba da “vecchi tempi”. Eppure c’è chi non solo la pensa diversamente ma intraprendere questa strada con un’energia nuova e una rinnovata creatività. Si tratta in realtà di un’arte antica che parla anche al presente, intrecciando manualità, tempo e significato.

Arrivata dal Giappone secoli fa, questa tecnica oggi trova spazio anche in Italia, lontano dai musei e dagli ambienti elitari, per entrare nelle botteghe artigiane e nella vita quotidiana. Qui, frammenti apparentemente inutilizzabili tornano a vivere, trasformati in qualcosa di nuovo e sorprendente.

Ogni crepa diventa una linea narrativa, ogni intervento un gesto consapevole:ed è proprio in questo equilibrio tra estetica e filosofia che il Kintsugi continua ad affascinare anche chi non ha mai sentito parlare di arte giapponese.

Cos’è il Kintsugi e perché è così speciale

Il Kintsugi è una tecnica tradizionale giapponese di restauro della ceramica che utilizza metalli preziosi, in particolare l’oro, per ricomporre oggetti rotti. A differenza del restauro occidentale, che tende a nascondere le fratture, il Kintsugi le mette in risalto, trasformandole nel punto di forza dell’opera. Alla base c’è una visione profonda: ciò che si è spezzato non perde valore, ma ne acquisisce uno nuovo. Le imperfezioni diventano segni di resilienza, testimonianze di un percorso che rende l’oggetto unico e irripetibile.

Kintsugi: le crepe dorate

Kintsugi: le crepe dorate trasformano un oggetto rotto in un pezzo unico – discoveritalia

Questa antica arte ha trovato casa anche a Ravenna, grazie a un giovane artigiano, Marco Montalti, che ha deciso di portare in Italia la versione più autentica del Kintsugi. Dopo un primo incontro casuale con il Giappone e la sua cultura, è iniziato un lungo percorso di studio e pratica, tra viaggi, formazione e sperimentazione.

Quest’anno ho deciso di provare a fare il salto con un negozio fisico. L’idea non è solo quella di vendere gli oggetti. Voglio raccontare una faccia del Giappone che pochi conoscono. E’ una tecnica che racconta Il Giappone vero, lontano dagli stereotipi” ha raccontato.
Nel suo laboratorio, oggi, convivono pezzi di ceramica restaurati secondo la tecnica tradizionale e oggetti contemporanei volutamente spezzati e ricomposti. Ogni creazione segue un processo lento, fatto di più fasi e materiali naturali, come le resine derivate dall’albero della lacca, secondo una ricetta antica.

Il tempo è un elemento fondamentale: nulla è immediato, tutto richiede attesa. Un concetto che riflette perfettamente il messaggio del Kintsugi, dove anche la guarigione passa attraverso la pazienza. Accanto alle opere già restaurate, è possibile affidare all’artigiano un oggetto rotto a cui si è legati emotivamente. Tazze, piatti, ciotole: elementi semplici che, una volta riparati, assumono un valore simbolico ancora più forte. Non mancano, inoltre, corsi dedicati a chi desidera avvicinarsi a questa tecnica, sperimentando con le proprie mani un’arte che unisce creatività, riflessione e rispetto per il passato. Il Kintsugi, in fondo, non insegna solo a riparare la ceramica, ma a guardare con occhi diversi ciò che è stato danneggiato. Un messaggio forte e universale, che parla di fragilità e rinascita.

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