Uno dei problemi che più affligge le nostre case è quello del calcare: certe volte non sappiamo davvero più come combatterlo e come eliminarlo, soprattutto da quelle che sono le nostre caraffe e le nostre stoviglie.
Il calcare è sinonimo che l’acqua che scorre nei nostri rubinetti è molto dura e, di conseguenza, facilmente si deposita, a partire da quelli che sono i rubinetti stessi (i filtri) e poi in tutto ciò che noi laviamo con l’acqua.
Uno dei trucchi che, da sempre, ci hanno insegnato, è quello di cambiare ogni tanto, i filtri stessi. Ma siamo sicuri che sia l’unico? A quanto pare no.
Acqua dal rubinetto: i filtri cambiati, a volte, non bastano
L’acqua è il bene più prezioso che dobbiamo imparare a non sprecare e a preservare, a partire soprattutto da come arriva nelle nostre case. Diversi sono i problemi che riscontriamo quando l’acqua arriva nei nostri rubinetti, uno su tutti è quello del calcare: in tutte le case, ogni tanto, riscontriamo questo tipo di problema ed abbiamo anche delle difficoltà ad eliminarlo. Quando apriamo il rubinetto, apparentemente l’acqua che ne scorre ci sembra pulita ma, invece, soprattutto nelle pentole e nelle caraffe, una volta asciutte, notiamo il deposito sul fondo e la patina bianca.
Comprendiamo, allora, la sua presenza. Cosa fare? In realtà, uno degli elementi principali sarebbe quello di cambiare il filtro del rubinetto stesso ma, molte volte, anche solo questo non basta. Una delle azioni alleate contro il calcare è quella del bollire e poi filtrare l’acqua stessa: questo ci permette, ovviamente, di ridurre la quantità di calcare, ma anche delle microplastiche residue che possono essere presenti e che, a occhio nudo, non sempre vediamo.

Bollire e poi filtrare l’acqua, contro il calcare – www.discoveritalia.it
C’è però da osservare una cosa: secondo alcuni studi, proprio portare a bollore l’acqua, porta alla creazione di quella che è la patina di calcare. Se lo lasciamo lì, a lungo andare, questi si solidifica ed è più difficile da rimuovere. Può sembrare una cosa non vera, ma proprio portare a ebollizione l’acqua, aumenta la formazione del calcare. Da vari test fatti, sempre nell’acqua che bolle, si possono trovare anche materiali come poliestere e polietilene (le cosiddette microplastiche) che, come il calcare, al raffreddamento, anche loro restano incapsulate nell’elemento solido che si va a creare.
Ne consegue, quindi, che il processo di filtraggio, dopo la bollitura, resta un elemento essenziale proprio per eliminare questi elementi ed evitare che finiscano nel nostro organismo. Basta anche un filtrino sottile, come quello del caffè, in acciaio, che non permette il passaggio neanche della particella più piccola. Un ottimo metodo per purificare l’acqua già a casa.








