Il mare senza la folla: quando scegliere un’isola minore cambia tutto
Immagina di svegliarti al mattino, aprire le imposte di legno di una piccola stanza bianca, e sentire solo il rumore del vento e delle onde. Nessuna musica sparata dagli altoparlanti di un beach club. Nessuna fila al bar. Nessun selfie stick a oscurarti il panorama. Esiste ancora questo tipo di vacanza nel Mediterraneo, ma bisogna sapere dove cercarlo. Le isole greche non turistiche — quelle che non compaiono sulle copertine patinate, quelle che non hanno ancora un hashtag virale — sono ancora lì, intatte, che aspettano chi ha la pazienza di andarle a trovare. E lo stesso vale per certi angoli dimenticati dell’Adriatico croato.
Quest’estate, mentre Mykonos e Santorini si preparano ad accogliere l’ennesima stagione di sovraffollamento, due isole minori raccontano una storia diversa: Šolta, in Dalmazia, e Koufonissi, nelle Piccole Cicladi. Due destinazioni lontane tra loro, accomunate da una qualità rara nel turismo contemporaneo: l’autenticità.
Šolta: la Dalmazia che non si è ancora venduta al turismo di massa
A poca distanza dalla costa dalmata, raggiungibile con un breve traghetto da Spalato, Šolta è una di quelle isole che sembra esistere in un tempo parallelo. Spalato stessa, con il suo centro storico dichiarato patrimonio dell’umanità, attira ogni anno milioni di visitatori. Ma basta salire su un traghetto e attraversare il canale per trovare qualcosa di completamente diverso: uliveti antichi, sentieri tra la macchia mediterranea, piccoli porti di pescatori dove le barche vengono ancora tirate in secca a mano.
Šolta non ha grandi attrazioni da spuntare su una lista. Non ha un castello da visitare in trenta minuti né un museo con la fila all’ingresso. Ha qualcosa di più sottile e, a modo suo, di più prezioso: una dimensione umana. I villaggi dell’interno — Grohote, Donje Selo, Srednje Selo — conservano un’architettura in pietra che racconta secoli di storia dalmata, con tracce di presenze antiche che risalgono all’epoca romana. Le case sono basse, i vicoli stretti, i profumi di lavanda e rosmarino si mescolano con quelli del mare.
Il vino locale, prodotto da piccole cantine familiari, merita una menzione a parte. La vite cresce qui da secoli su terreni aridi e sassosi, e il risultato è un vino che sa di territorio, di fatica, di tradizione. Assaggiarlo in una taverna di paese, seduti sotto una pergola, mentre il sole tramonta sul canale, è un’esperienza che nessuna guida turistica può davvero restituire.
Come arrivarci e quando andarci
Il traghetto da Spalato è la via più comoda e frequente. La traversata dura circa un’ora. La stagione migliore è la tarda primavera o la prima settimana di settembre, quando i prezzi scendono e i turisti si diradano. Luglio e agosto restano comunque molto più tranquilli rispetto alle isole più famose dell’arcipelago dalmata. Šolta non ha aeroporto, il che contribuisce in modo determinante a preservarne il carattere.
Koufonissi: il mare caraibico nel cuore delle Cicladi
Se Šolta è la risposta dalmata al turismo di massa, Koufonissi è la risposta greca. Situata nell’arcipelago delle Piccole Cicladi, questa piccola isola è tutto ciò che Mykonos ha smesso di essere da almeno due decenni. Non c’è la vita notturna frenetica, non ci sono i locali alla moda, non ci sono i prezzi stellari che ormai caratterizzano le mete più gettonate dell’Egeo. C’è invece qualcosa che vale molto di più: un mare di un turchese così intenso da sembrare caraibico, spiagge ancora intatte, calette nascoste raggiungibili solo a piedi o in barca.
Koufonissi è considerata tra le isole greche non turistiche per eccellenza, eppure chi la conosce la descrive come una delle più belle di tutto il Mediterraneo. Il paradosso è solo apparente: la sua bellezza è rimasta intatta proprio perché è rimasta fuori dai circuiti principali. L’isola è piccola — così piccola che in un giorno si può percorrere a piedi quasi tutta la costa — e questa dimensione raccolta è parte integrante del suo fascino.
Le calette si susseguono lungo il perimetro dell’isola con una generosità quasi incredibile. Acque trasparenti, fondali rocciosi o sabbiosi, colori che virano dal verde smeraldo all’azzurro profondo a seconda dell’ora e della luce. La principale attrazione di Koufonissi è proprio questo: il mare con le sue innumerevoli insenature, ognuna diversa dall’altra, ognuna capace di sorprendere anche chi l’ha già visitata.
Il paese, la cucina, il ritmo lento
Il paese principale — Chora — è un piccolo agglomerato di case bianche con le porte azzurre che si affaccia sul porto. Le strade sono strette, i gatti sonnecchiano sui muretti, i pescatori sistemano le reti. I taverna locali servono pesce freschissimo, polpo alla griglia, insalate di pomodoro con feta e origano. Non c’è niente di sofisticato, e per questo è tutto perfetto.

Koufonissi non ha la vita notturna di Mykonos o Santorini, e chi la sceglie lo sa. La sera ci si siede fuori, si guarda il tramonto, si beve un ouzo fresco. Il silenzio non è assenza di qualcosa: è la presenza di qualcosa che nelle isole più affollate si è perso per sempre. Per chi cerca le isole greche non turistiche come alternativa consapevole al caos delle destinazioni di tendenza, Koufonissi rappresenta una risposta quasi ideale.
Per approfondire le possibilità di esplorazione delle Piccole Cicladi e pianificare i collegamenti in traghetto tra le isole, Ferryhopper offre una guida dettagliata alle isole greche fuori dai percorsi principali, con informazioni pratiche su rotte e frequenze.
Perché scegliere un’isola minore: il senso profondo di un viaggio diverso
C’è una domanda che vale la pena porsi prima di prenotare le prossime vacanze: cosa cerchiamo davvero quando partiamo? Se la risposta è “un posto instagrammabile con un cocktail in mano”, Mykonos o Hvar faranno al caso nostro. Ma se la risposta è qualcosa di più vicino a “ritrovare me stesso”, “staccare davvero”, “vedere qualcosa di autentico” — allora le isole minori sono la scelta giusta.
Il turismo di massa ha trasformato molte delle isole più famose del Mediterraneo in parchi a tema di se stesse. Santorini è diventata uno scenario per fotografie, non un luogo da abitare. Dubrovnik soffoca sotto il peso delle navi da crociera. Anche Mykonos, che pure conserva una sua bellezza strutturale, ha perso quella dimensione di autenticità che la rendeva speciale. Le isole greche non turistiche come Koufonissi, o le isole croate meno note come Šolta, offrono qualcosa che il turismo di massa non può comprare: la possibilità di sentirsi ospiti in un luogo vivo, non consumatori di uno spettacolo allestito per noi.
Questo non significa rinunciare al comfort. Significa scegliere un comfort diverso, più essenziale. Una stanza pulita con vista sul mare. Un pasto cucinato con ingredienti locali. Una conversazione con il proprietario della pensione che ti racconta la storia dell’isola. Esperienze che nelle destinazioni di massa sono ormai quasi impossibili da trovare.
Consigli pratici per organizzare il viaggio
- Prenotare in anticipo, ma non troppo: le isole minori hanno una capacità ricettiva limitata. Prenotare con qualche mese di anticipo è saggio, ma evita di trasformare la pianificazione in un’ossessione. Parte del fascino è lasciare spazio all’imprevisto.
- Scegliere i mesi giusti: maggio, giugno e settembre sono i mesi d’oro per entrambe le destinazioni. Il mare è già caldo, la luce è straordinaria, i prezzi sono più contenuti e la presenza umana è gestibile.
- Muoversi lentamente: né Šolta né Koufonissi si visitano di fretta. Sono isole da abitare per qualche giorno, non da “fare” in una tappa mordi-e-fuggi. Portate un libro. Lasciate che il tempo rallenti.
- Raggiungere le calette a piedi o in kayak: a Koufonissi in particolare, molte delle insenature più belle sono accessibili solo camminando lungo i sentieri costieri o noleggiando un kayak. È uno dei modi migliori per esplorare l’isola.
- Rispettare i luoghi: la bellezza di queste isole è fragile. Portare via i rifiuti, non calpestare la vegetazione, non disturbare la fauna marina sono comportamenti che fanno la differenza.
Per chi vuole approfondire la scelta tra le diverse isole greche non turistiche delle Piccole Cicladi, Grecia Mia offre una panoramica completa delle alternative meno conosciute all’Egeo di massa, con dettagli su come raggiungerle e cosa aspettarsi.
Due isole, una sola filosofia di viaggio
Šolta e Koufonissi non si assomigliano. Una è croata, l’altra greca. Una è verdissima e profumata di ulivo, l’altra è bianca e abbagliante di luce cicladica. Una guarda l’Adriatico, l’altra l’Egeo. Eppure condividono qualcosa di essenziale: la scelta di non rincorrere il turismo di massa, di restare se stesse, di offrire a chi le visita qualcosa che le grandi destinazioni non possono più garantire.
Viaggiare verso queste isole è anche un atto di responsabilità. Distribuire il flusso turistico su destinazioni meno note significa alleggerire la pressione su quelle già sature, preservare ecosistemi fragili, sostenere economie locali che altrimenti resterebbero ai margini. Non è solo una scelta estetica. È una scelta etica.
Il Mediterraneo è ancora pieno di luoghi come questi — isole, borghi costieri, penisole dimenticate — che aspettano solo di essere scoperti da chi ha la curiosità e la pazienza di cercare oltre il mainstream. Šolta e Koufonissi sono due ottimi punti di partenza. Ma sono anche, in un certo senso, una promessa: che il viaggio autentico è ancora possibile, che il mare pulito esiste ancora, che la bellezza non ha bisogno di essere amplificata da un filtro per essere reale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








