Quando lo schermo diventa bussola: il set-jetting italia come nuovo modo di viaggiare
Immagina di trovarti davanti a un lago che sembra dipinto, le acque scure e silenziose che riflettono le sagome di un borgo medievale. Oppure di camminare lungo un sentiero dolomitico che hai già percorso mille volte — ma solo con gli occhi, sul divano di casa, davanti a una serie televisiva. C’è qualcosa di profondamente umano in questo desiderio: trasformare un’emozione vissuta sullo schermo in un’esperienza reale, concreta, che si può toccare e respirare. Si chiama set-jetting, e nel 2026 è diventato uno dei fenomeni più vivaci del panorama turistico globale. L’Italia, con i suoi paesaggi straordinariamente cinematografici, è al centro di questa rivoluzione silenziosa che ridisegna le mappe dei viaggiatori e trasforma antichi borghi, laghi vulcanici e vette alpine in destinazioni da sogno.
Che cos’è il set-jetting e perché l’Italia è la protagonista perfetta
Il termine nasce dalla fusione tra jet setting — il viaggiare in stile cosmopolita — e l’idea di visitare i luoghi dove film e serie televisive hanno preso vita. Il set-jetting è, in sostanza, un fenomeno turistico in cui la scelta della destinazione viene ispirata direttamente da ciò che si è visto sullo schermo: una location che ha alimentato un immaginario condiviso, un paesaggio che è entrato nell’inconscio collettivo attraverso la narrazione audiovisiva.
Non è una moda passeggera. È diventato uno dei fenomeni turistici più significativi degli ultimi anni, capace di orientare milioni di viaggiatori verso mete che, senza quella scintilla cinematografica, avrebbero forse impiegato decenni a emergere nel radar del grande pubblico. E l’Italia, in questo contesto, ha un vantaggio competitivo enorme: è già uno sfondo naturale per storie di ogni genere. La sua varietà paesaggistica — laghi, montagne, coste, borghi, vigneti — offre ai registi di tutto il mondo un repertorio visivo praticamente inesauribile.
Per approfondire la dimensione globale del fenomeno, Marie Claire Italia ha mappato le migliori destinazioni cinematografiche del mondo, confermando come l’Italia occupi un posto di primo piano in questa classifica dell’immaginario collettivo.
Il Lago di Bracciano: acqua antica, set senza tempo
C’è un luogo, a meno di un’ora da Roma, che sembra esistere fuori dal tempo. Il Lago di Bracciano — conosciuto nell’antichità come Lago Sabatino — è un lago vulcanico con una superficie di 56,5 km², l’ottavo lago italiano per estensione e il secondo del Lazio dopo il Lago di Bolsena. Le sue acque hanno una profondità e una trasparenza rare, e le rive sono punteggiate da borghi che sembrano usciti da un romanzo storico.
Non sorprende che questo specchio d’acqua abbia attirato nel corso degli anni l’attenzione di produzioni cinematografiche e televisive. C’è qualcosa nella sua quiete — nel modo in cui il Castello Orsini-Odescalchi si riflette sull’acqua al tramonto, nel silenzio che scende sui vicoli di Bracciano e Anguillara Sabazia — che lo rende perfetto per storie di ogni genere: romantiche, storiche, thriller. Visitarlo dopo averlo visto sullo schermo è un’esperienza stratificata: si cammina contemporaneamente nella realtà e nella memoria di qualcosa che si è già vissuto, anche se solo attraverso un monitor.
Per chi vuole pianificare una visita con consapevolezza cinematografica, Italy for Movies dedica una scheda dettagliata al Lago di Bracciano come location, documentando le produzioni che hanno scelto queste acque come sfondo.
Come vivere il Lago di Bracciano da set-jetter consapevole
Arrivare al lago in treno da Roma è semplice e lascia spazio a una scoperta lenta. Il borgo di Bracciano, con il suo castello medievale che domina il panorama, merita almeno una mattina intera. Ma è scendendo verso Anguillara Sabazia — il suo lungolago, le sue terrazze affacciate sull’acqua — che si capisce perché i direttori della fotografia si innamorano di questo posto. La luce del pomeriggio, in estate, trasforma tutto in oro. In autunno, la nebbia mattutina crea atmosfere quasi nordiche, perfette per narrazioni più cupe e avvolgenti.
Le Dolomiti: la montagna come personaggio cinematografico
Se il Lago di Bracciano è il set della memoria e del romanticismo, le Dolomiti sono il palcoscenico dell’epica. Queste montagne — patrimonio UNESCO, scenario naturale tra i più fotografati e filmati al mondo — hanno una qualità visiva che nessuna scenografia artificiale potrebbe replicare: le torri di roccia che cambiano colore con la luce, i pascoli verdi che si aprono improvvisamente dopo una salita, i rifugi che sembrano sospesi tra cielo e terra.
Nel panorama del set-jetting italia, le Dolomiti occupano un posto speciale. Diverse produzioni italiane e internazionali le hanno scelte come ambientazione, e il loro impatto sull’immaginario collettivo è cresciuto in modo esponenziale con la diffusione delle piattaforme di streaming. Un paesaggio che una volta era appannaggio degli appassionati di alpinismo e sci è diventato meta di un pubblico molto più ampio, attratto dalla curiosità di vedere dal vivo ciò che aveva ammirato sullo schermo.

Val Gardena, Cortina d’Ampezzo e le valli meno battute
Cortina d’Ampezzo è forse la più famosa tra le mete dolomitiche cinematografiche: il suo centro elegante, le piste che scendono verso il paese, l’architettura ladina che convive con i negozi di lusso — tutto questo ha fatto da sfondo a produzioni di ogni tipo, dal thriller all’avventura. Ma il set-jetter più curioso sa che le Dolomiti nascondono angoli meno esplorati che meritano altrettanta attenzione.
La Val di Funes, con le sue chiesette solitarie sullo sfondo delle Odle, è uno di questi luoghi. Così come l’Alpe di Siusi, il più grande altopiano alpino d’Europa, dove il silenzio ha una qualità quasi irreale. O ancora le Tre Cime di Lavaredo, simbolo assoluto delle Dolomiti, che compaiono in decine di produzioni come immagine archetipica della montagna italiana. Visitarle in primavera, quando la neve inizia a sciogliersi e i fiori alpini colorano i prati, è un’esperienza che nessuna ripresa televisiva riesce davvero a catturare nella sua interezza.
Il cineturismo enogastronomico: quando il vino entra in scena
C’è una dimensione del set-jetting italia che spesso viene sottovalutata: quella del cibo e del vino. Film e serie televisive non mostrano solo paesaggi — mostrano tavole imbandite, cantine, vendemmie, trattorie di paese. E sempre più spesso, questo tipo di narrazione spinge i viaggiatori a pianificare itinerari che uniscono la visita alle location con l’esperienza gastronomica che quelle stesse produzioni hanno reso desiderabile.
Il cineturismo sta diventando una leva strategica per il settore enogastronomico italiano. Regioni come il Chianti, l’Etna e Montepulciano — già famose per i loro vini — hanno visto crescere l’interesse dei visitatori anche grazie alla loro presenza in produzioni audiovisive. Non si tratta solo di vedere un posto: si tratta di berlo, assaggiarlo, capirlo attraverso i sensi. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano ha riconosciuto questa tendenza come un fenomeno strutturale, non episodico.
Il Chianti, con le sue strade bianche tra i vigneti, i cipressi che segnano i confini delle proprietà, i castelli medievali che custodiscono cantine centenarie — tutto questo è già cinema prima ancora che una telecamera si accenda. L’Etna, con la sua lava nera che contrasta con il verde dei vigneti e il blu del cielo siciliano, offre invece un paesaggio quasi lunare che ha affascinato registi e produttori. E Montepulciano, con i suoi vicoli rinascimentali e le sue cantine scavate nel tufo, è uno di quei luoghi che sembrano costruiti apposta per essere filmati.
Come pianificare un viaggio da set-jetter: consigli pratici
Trasformare un’emozione cinematografica in un viaggio reale richiede un po’ di preparazione. Ecco alcune indicazioni per farlo nel modo migliore.
- Ricerca prima di partire. Piattaforme dedicate al cineturismo e siti specializzati mappano le location italiane per produzione, regione e tipo di paesaggio. Vale la pena dedicare qualche ora a questa ricerca prima di prenotare.
- Scegli la stagione giusta. Le Dolomiti sono straordinarie in estate e in inverno, ma la primavera e l’autunno offrono una luce e un’atmosfera che spesso si avvicinano di più a quella dei film. Il Lago di Bracciano, invece, è magnifico in qualsiasi stagione, ma la sera tardi in estate ha qualcosa di quasi magico.
- Non fermarti alla location principale. I dintorni di un set cinematografico spesso nascondono borghi, trattorie e paesaggi altrettanto belli ma molto meno affollati. Il set-jetter curioso esplora oltre il punto esatto della ripresa.
- Unisci la visita a un’esperienza sensoriale. Se la produzione che ti ha ispirato si svolge in una regione vinicola, prenota una degustazione in cantina. Se è ambientata in un borgo medievale, cerca un ristorante che serva i piatti della tradizione locale. Il viaggio diventa così multisensoriale.
- Rispetta i luoghi. Alcune location sono diventate così popolari da rischiare l’overtourism. Visitare fuori stagione, scegliere orari meno affollati e comportarsi con rispetto verso i residenti è fondamentale per preservare la magia di questi posti.
L’Italia come set permanente: un patrimonio da valorizzare
C’è qualcosa di profondamente italiano nel set-jetting come fenomeno culturale. L’Italia è uno dei Paesi con la maggiore concentrazione di patrimonio storico, artistico e paesaggistico al mondo, e questo la rende naturalmente predisposta a diventare sfondo di storie. Ma c’è di più: l’Italia è un Paese in cui il paesaggio non è mai solo decorazione — è identità, è storia, è modo di vivere. Quando una produzione audiovisiva sceglie un borgo laziale, una valle alpina o una cantina toscana come ambientazione, non sceglie solo uno sfondo visivamente bello. Sceglie un modo di essere nel mondo.
Questo è forse il motivo per cui il set-jetting italia funziona così bene: perché i luoghi che si visitano non deludono mai. Sono esattamente come li si immagina — anzi, spesso sono ancora più belli, ancora più vivi, ancora più ricchi di sfumature di quanto qualsiasi ripresa possa trasmettere. Lo schermo apre una porta. L’Italia, poi, ti invita a entrarci davvero.
Viaggiare seguendo le tracce di un film o di una serie televisiva non è un atto di superficialità turistica. È un modo diverso — e per molti versi più emotivamente coinvolto — di avvicinarsi a un luogo. Si arriva già con una storia in testa, con un’aspettativa visiva, con il desiderio di verificare se quella bellezza che si è intravista sullo schermo esiste davvero. E in Italia, quasi sempre, la risposta è sì — e supera ogni aspettativa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








