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Nuove regole ISEE, cambia tutto per i Buoni Postali: quando vanno messi (e quanto valgono)

Tali cambiamenti incidono significativamente sul calcolo dell’ISEE e, di conseguenza, sull’accesso a diverse prestazioni sociali agevolate
Esclusione parziale dei titoli di Stato e buoni postali dal patrimonio mobiliare ISEE (www.discoveritalia.it)

Il panorama normativo relativo all’ (ISEE) continua a evolversi nel 2026, confermando importanti novità introdotte lo scorso anno.

Tali cambiamenti incidono significativamente sul calcolo dell’ISEE e, di conseguenza, sull’accesso a diverse prestazioni sociali agevolate, come l’Assegno unico e universale per i figli a carico.

Dal 3 aprile 2025 è ufficialmente operativo il decreto ministeriale che ha aggiornato il modello della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), strumento indispensabile per la determinazione dell’ISEE. La novità più rilevante riguarda l’esclusione dal calcolo del patrimonio mobiliare fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare per i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale, come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del gennaio 2025.

Questa misura rappresenta un vantaggio concreto per molte famiglie italiane, spesso detentrici di risparmi in questi strumenti, poiché consente di abbassare il valore complessivo del patrimonio mobiliare rilevante ai fini ISEE, agevolando l’accesso a prestazioni sociali e bonus vari. Tuttavia, l’esclusione non è totale e indiscriminata: la franchigia massima di 50.000 euro si applica all’intero nucleo familiare e non a ciascun componente singolarmente.

Ad esempio, nel caso di una famiglia che possiede complessivamente 60.000 euro in buoni fruttiferi postali, come accade alla nostra lettrice Stefania, madre con due figli minorenni, solamente 50.000 euro potranno essere esclusi dal calcolo dell’ISEE. I restanti 10.000 euro dovranno invece essere conteggiati nel patrimonio mobiliare, incidendo per il 20% del loro valore, e successivamente ponderati in base alla scala di equivalenza del nucleo familiare.

Perché i buoni fruttiferi postali risultano ancora nei documenti ufficiali

Molte famiglie, come Stefania, si interrogano sul motivo per cui nei documenti rilasciati da Poste Italiane o dagli istituti bancari continuino a comparire gli importi relativi ai buoni fruttiferi postali, nonostante la norma ne preveda l’esclusione dal calcolo ISEE. La spiegazione risiede nella modalità di compilazione e trasmissione delle attestazioni di saldo e giacenza media: banche e Poste riportano la totalità degli importi detenuti, poiché non sono in grado di verificare in tempo reale se la franchigia di 50.000 euro sia già stata raggiunta o superata con altri strumenti finanziari garantiti dallo Stato detenuti presso istituti diversi.

Di conseguenza, spetta al contribuente o al Centro di Assistenza Fiscale (CAF) applicare correttamente l’esclusione in sede di compilazione della DSU. Ciò implica che, pur essendo presenti nei documenti ufficiali, i buoni fruttiferi postali fino al limite stabilito non concorrono alla formazione del patrimonio mobiliare ai fini ISEE, consentendo così una riduzione dell’indicatore e l’acquisizione di maggiori benefici sociali.

L’abbattimento del valore del patrimonio mobiliare tramite l’esclusione dei titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a 50.000 euro

Impatti sull’Assegno unico e altre agevolazioni sociali (www.discoveritalia.it)

L’abbattimento del valore del patrimonio mobiliare tramite l’esclusione dei titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a 50.000 euro può tradursi in un ISEE più basso, elemento fondamentale per migliorare l’accesso a una serie di prestazioni e agevolazioni economiche. Tra queste spicca l’Assegno unico e universale per i figli a carico, misura di sostegno economico erogata dall’INPS che, dal 2022, ha sostituito numerose altre forme di aiuto alla natalità e alla genitorialità.

L’assegno è riconosciuto per ogni figlio minorenne fino al compimento dei 21 anni, con importi variabili in base al valore dell’ISEE, all’età dei figli, al numero dei componenti del nucleo familiare e ad eventuali condizioni di disabilità. Nel caso di Stefania, ad esempio, la riduzione dell’ISEE grazie all’esclusione parziale dei buoni fruttiferi postali può tradursi in un aumento dell’importo spettante dell’Assegno unico, contribuendo in maniera significativa al bilancio familiare.

Oltre all’Assegno unico, un ISEE più favorevole consente di accedere più facilmente anche ad altri bonus sociali, quali:

  • Bonus asilo nido, esteso nel 2026 a una gamma più ampia di servizi educativi per l’infanzia;
  • Bonus bollette e bonus TARI, riconosciuti automaticamente in base alle soglie ISEE;
  • Contributi per l’acquisto di libri scolastici e agevolazioni per le scuole paritarie;
  • Accesso a fondi di garanzia per la prima casa con benefici maggiorati per famiglie numerose e giovani coppie.

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