Il 15 ottobre 2026, al TTG Travel Experience di Rimini, Italia e Polonia hanno firmato un protocollo d’intesa per la creazione di un cammino europeo sulle tracce di Giovanni Paolo II. Non è una semplice dichiarazione di intenti tra governi: è l’avvio concreto di un itinerario che collegherà Cracovia e Roma, attraversando la storia, la fede e la geografia di due Paesi che nel Papa polacco hanno trovato un punto di incontro profondo. La data scelta non è casuale: il 15 ottobre è l’anniversario dell’elezione di Karol Wojtyła al soglio pontificio, avvenuta nel 1978.
Un accordo firmato nel giorno giusto
Quando si costruisce qualcosa attorno a una figura come Giovanni Paolo II, i simboli contano. E la scelta di firmare il protocollo proprio nell’anniversario della sua elezione a Papa racconta già qualcosa dell’approccio con cui Italia e Polonia stanno affrontando questo progetto: non come una questione burocratica, ma come un atto che vuole avere un peso culturale e spirituale preciso.
I firmatari sono il Ministro del Turismo italiano Mazzi e il Segretario di Stato della Polonia Ireneusz Raś. La sede, il TTG di Rimini, è la principale fiera italiana del turismo organizzato: un contesto professionale che sottolinea come il cammino non nasca solo da motivazioni religiose o commemorative, ma si inserisca in una strategia più ampia di sviluppo del turismo lento e dei percorsi culturali europei.
Da Cracovia a Roma: cosa prevede il protocollo
L’itinerario che emerge dall’accordo collegherà Cracovia e Roma, le due città simbolo della vita di Giovanni Paolo II: la prima come luogo della sua formazione, del suo episcopato e della sua identità polacca; la seconda come sede del suo pontificato durato oltre ventisette anni. Tra questi due poli si estende una distanza geografica e culturale enorme, che il cammino Giovanni Paolo II è chiamato a rendere percorribile, tappa dopo tappa.
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Un elemento importante riguarda la struttura aperta del memorandum: il protocollo non limita il futuro percorso ai soli territori italiano e polacco. Altri Paesi potranno aderire, il che trasforma questo accordo bilaterale in un potenziale progetto europeo a geometria variabile. È una scelta che riflette la natura stessa della figura di Wojtyła, che fu un Papa profondamente europeo, capace di dialogare con culture e tradizioni diverse lungo tutto il continente.
Il progetto coinvolge anche quattro università e istituzioni turistiche dei due Paesi, a conferma che la fase di ricerca e progettazione è già avviata. La presenza del mondo accademico garantisce che la costruzione del percorso non si limiti a un tracciato geografico, ma includa un lavoro di documentazione storica, valorizzazione culturale e strutturazione delle tappe.
Perché il turismo dei cammini ha bisogno di questo progetto
Il contesto in cui nasce il cammino Giovanni Paolo II è quello di una crescita sostenuta del turismo lento in Europa. Il Cammino di Santiago rimane il riferimento assoluto, ma negli ultimi anni si sono moltiplicati percorsi alternativi — la Via Francigena, il Cammino di San Benedetto, il Cammino di San Francesco — che intercettano un pubblico sempre più ampio, non necessariamente devoto, ma interessato a un modo diverso di attraversare il territorio.
Un itinerario tra Cracovia e Roma ha caratteristiche che lo rendono potenzialmente unico. Non si tratta di un percorso medievale riscoperto, ma di un cammino costruito attorno a una figura del Novecento, vissuta e documentata in modo capillare. Questo significa che i luoghi toccati dal percorso possono essere raccontati con un livello di dettaglio storico e biografico difficile da raggiungere per itinerari più antichi.
La dimensione europea del progetto aggiunge un ulteriore livello di interesse. Un cammino che attraversa più Paesi pone questioni concrete di coordinamento — segnaletica, credenziali, strutture ricettive, informazioni multilingue — ma offre anche l’opportunità di costruire una rete di destinazioni che difficilmente emergerebbero in modo autonomo nel circuito turistico internazionale.
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Il TTG come palcoscenico per il turismo di territorio
La scelta del TTG Travel Experience di Rimini come sede della firma non è secondaria. La fiera è il luogo in cui ogni anno si incontrano operatori, istituzioni e destinazioni per definire le traiettorie del turismo organizzato italiano e internazionale. Presentare qui un accordo di questa portata significa posizionare il cammino Giovanni Paolo II all’interno di un sistema professionale, non relegarlo alla sola dimensione devozionale.
È un segnale che il progetto punta a intercettare anche il turista culturale laico, quello che cammina per conoscere paesaggi, comunità e storie, non necessariamente per ragioni di fede. La figura di Giovanni Paolo II si presta a questa lettura plurale: fu un intellettuale, un filosofo, un uomo che amava la montagna e la natura, un protagonista della storia politica europea del Novecento. Il cammino può raccontare tutto questo, non solo il percorso spirituale.
Cosa manca ancora e cosa ci si può aspettare
Il protocollo firmato il 15 ottobre 2026 è un punto di partenza, non un punto di arrivo. I dettagli operativi — tappe specifiche, lunghezza complessiva, modalità di percorrenza, strutture di accoglienza — non sono ancora definiti pubblicamente. Il coinvolgimento delle quattro università suggerisce che la fase di progettazione sia ancora in corso, e che il tracciato definitivo richiederà tempo per essere validato e reso fruibile.
Quello che è certo è che l’accordo esiste, è stato firmato ai massimi livelli istituzionali di entrambi i Paesi, e prevede un’apertura ad altri Stati europei. Per chi segue il mondo dei cammini e del turismo lento, è un progetto da tenere sotto osservazione. Puoi consultare aggiornamenti e approfondimenti sul sito ufficiale di Avvenire, che ha seguito la notizia fin dalla firma.
Tra Cracovia e Roma ci sono centinaia di chilometri, culture diverse, lingue diverse, paesaggi che cambiano radicalmente. Il cammino Giovanni Paolo II ha l’ambizione di trasformare quella distanza in un percorso che si possa fare a piedi, tappa dopo tappa, portando con sé qualcosa di più di un timbro sulla credenziale. Se il progetto manterrà le premesse di questo avvio, potrebbe diventare uno dei percorsi più significativi d’Europa — non per la sua lunghezza, ma per la profondità della storia che attraversa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








